Il sindaco di Nuoro chiede alla Regione un aiuto per risolvere il problema del debito della città

Pubblicato: 19/04/2018 Letto: 2145 Aggiornato:

COMUNE DI NUORO

Il Sindaco



Nuoro ha un terzo del debito di tutti i Comuni della Sardegna, frutto di espropri, spesso comandati dalla stessa Regione, che ora deve intervenire. La lettera del sindaco Soddu agli organi regionali.

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Nuoro, 11 aprile 2018

Egregio Presidente,
Egregi Assessori,
Egregi Consiglieri,

questa non è una lettera, ma una richiesta di aiuto. Un Sos che l'amministrazione di Nuoro ha lanciato nel 2015 al suo insediamento, e la cui eco si è persa nei corridoi dei palazzi regionali dietro a promesse non mantenute e impegni dimenticati.
Ma ora non possiamo più aspettare. Questa è la nostra ultima chiamata: un appello alla responsabilità, al quale vi chiediamo di rispondere tutti insieme, senza esitare un solo minuto.
L'esistenza del Comune di Nuoro è in pericolo perché ha 67 milioni di euro di indebitamento nei confronti di Cassa depositi e prestiti. Tutti i 377 comuni dell'isola, insieme, ne hanno 230. Ciò significa che sui 37 mila abitanti di Nuoro grava quasi un terzo dei debiti di tutta la Sardegna nei confronti della banca creditrice dei comuni.
In tutto abbiamo 172 mutui da pagare in 25 anni.
Stiamo avviando una rinegoziazione importante dei mutui con la Cdp per conseguire ulteriori risparmi, ma non basta. Siamo a rischio sopravvivenza, e non per colpa nostra. Come tutti voi sapete, stiamo pagando debiti contratti quando eravamo ancora bambini. Debiti che risalgono a oltre 30 anni fa.
La situazione è insostenibile. Appena insediati, abbiamo chiesto un aiuto alla Giunta regionale e al Consiglio regionale. Ma questo aiuto non è mai arrivato.

Abbiamo adottato una serie di condotte virtuose, ma da subito abbiamo chiarito che in assenza di un aiuto economico e finanziario forte, concreto, da parte della Regione, sarebbe stato molto difficile andare avanti.
Abbiamo avviato spending review importanti in tutti i settori dell'ente recuperando milioni di euro, abbiamo avviato il piano di alienazioni e venduto una parte importante degli immobili del Comune, abbiamo di molto aumentato il tasso di riscossione delle entrate.
Ma come possiamo andare avanti se, tra accantonamenti e rate del debito, dobbiamo sottrarre ai cittadini circa 5 milioni di euro all'anno?
Se la Regione non ci aiuta, presto saranno a rischio anche le risposte essenziali alla cittadinanza. Noi abbiamo tenuto duro, ma è difficilissimo.

Il Comune sta facendo di tutto per rialzarsi. Abbiamo fatto il Piano periferie, il Piano di rilancio del nuorese, il Piano per il Monte Ortobene; abbiamo migliorato la raccolta della differenziata riducendo anche i costi per oltre un milione di euro.
Con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020 siamo arrivati in finale dimostrando che quando si lavora insieme si possono ottenere grandi risultati. Che uniti possiamo davvero mettere la Sardegna al centro dei processi sociali, culturali ed economici del Paese.
Ma ora abbiamo bisogno di un aiuto concreto.

La Regione deve mettere i soldi per fare fronte ai debiti così come prevede la normativa regionale del 2001, altrimenti saremmo costretti a prendere delle decisioni drastiche a difesa della nostra comunità e di tutti i cittadini delle zone interne dell'isola.

Ci chiediamo, vi chiediamo: è possibile che da un bilancio di circa 8 miliardi di euro della Regione Sardegna non si trovino 20 milioni di euro in più annui per salvaguardare la vita della città capoluogo delle zone interne e della Barbagia e di tutti gli altri comuni in pericolo di dissesto?

La Regione deve salvare il Comune di Nuoro, perché se crolla il Comune di Nuoro crollano tutte le zone interne, se invece il capoluogo della provincia è forte, è sano, tutte le altre realtà delle zone interne si risollevano.
Se il Comune di Nuoro cade non è colpa nostra, ma di chi è stato avvisato sin dall'inizio che avevamo bisogno di un aiuto finanziario e non ce l'ha mai dato. Allora, le risposte quotidiane ai bisogni primari della popolazione ed a chi ci chiede di aggiustare le strade, le scuole, gli asilo nido, di fare le potature, le dovrete dare direttamente voi da Cagliari.

Non vogliamo fare il processo al passato, quello che è successo è ormai un fatto storico, ma oggi c'è una responsabilità del presente della quale vi chiediamo di farvi carico.
Bisogna ristabilire il concetto che la democrazia c'è solo se le autonomie locali sono davvero forti e autonome, e lo sono se sane dal punto di vista finanziario, non se hai una Regione forte con 8 miliardi di euro di bilancio e i comuni in dissesto, in ginocchio.
Ciò che sta accadendo in Sardegna è il contrario della democrazia.
Se non si ristabilisce un equilibrio è la fine.


Il sindaco di Nuoro
Andrea Soddu



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