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Sagre e Feste

Pubblicato: 07/01/2004 Letto: 70622 Aggiornato:
Le feste e le sagre nuoresi sono un perfetto connubio tra fede e tradizione, fatta eccezione per la sagra del Carnevale, l'unica festa prettamente pagana.

La Sagra del Redentore. L'origine della festa risale al giubileo del 1900 quando Papa Leone XIII decise di collocare su 19 vette d'Italia altrettanti monumenti per celebrare la solenne dedicazione del XX secolo al Cristo Redentore.
In Sardegna fu scelto il Monte Ortobene e i sardi si mobilitarono per aiutare la diocesi di Nuoro a concretizzare il progetto. La statua, realizzata dallo sculto-re Vicenzo Jerace, fu inaugurata il 29 agosto 1901 e raffigura il Cristo risorto che guarda con atteggiamento benedicente verso la città di Nuoro e i monti circostanti.
La sagra del Redentore associa le celebrazioni religiose ad una ricca cornice di manifestazioni folkloristiche. L'ultima domenica di agosto si snoda per le vie del centro la sfilata dei costumi tradizionali a cui partecipano gruppi folkloristici di tutta l'Isola e nella tarda serata, all'Anfiteatro, si svolge il Festival regionale del folklore. L'appuntamento religioso è per il 29 agosto sull'Ortobene: all'alba dalla Cattedrale parte una processione a piedi che raggiunge la vetta dove viene celebrata la messa solenne. Nel periodo della sagra si susseguono spettacoli, concerti, mostre, esposizioni di prodotti tradizionali e manifestazioni di vario genere.

La festa di N.S. delle Grazie
(21 novembre) ha oltre tre secoli di vita. Per nove giorni il Santuario è gremito di fedeli che assistono alle funzioni. Al termine della novena sì celebra una messa solenne durante la quale il Sindaco e la municipalità offrono in dono alla Madonna dodici ceri (quanti erano i rioni storici), portati da giovani in costume tradizionale per onorare un voto alla Madonna fatto nel 1812. La festa eminentemente religiosa é accompagnata da un animato mercatino lungo la via Lamarmora e le vie adiacenti.

La sagra di San Francesco di Lula
fa capo al Santuario situato a pochi km dal paese di Lula. Si svolge in due momenti distinti. Il 4 ottobre avviene il primo pellegrinaggio dalla chiesa della Solitudine sino al Santuario campestre, con partenza nel cuore della notte e arrivo il mattino successivo. I pellegrini vengono accolti nelle cumbessias dove vengono offerti dolci, vino e pietanze tradizionali, dopo la lavanda dei piedi. La notte del primo maggio si svolge il secondo pellegrinaggio e inizia la novena che si conclude con la festa (10 maggio). Il simulacro di San Francesco viene portato in processione verso Nuoro, accompagnato da fedeli a piedi e a cavallo.A "S'arbore", zona nelle campagne di Marreri, avviene l'incontro con pellegrini provenienti da Nuoro e qui viene organizzato un banchetto. La sera avviene il passaggio di consegne fra i "priori ai quali è demandato il compito di organizzare la festa: un corteo a cavallo arriva sino a Nuoro, percorrendo i vicoli di Santu Predu, gira per tre volte intorno alla chiesa del Rosario e accompagna il nuovo priore alla sua abitazione.

La festa di Santo Antonio Abate
si svolge il 17 gennaio ed è comune a tutti i centri del nuorese. Alla vigilia vengono accesi nei vari quartieri cittadini dei falò rituali e attorno ai fuochi vengono organizzati banchetti a base difava e lardu (piatto tipico a base di fave e carne di maiale), accompagnato da vino rosso locale. È abitudine diffusa andare in giro fra i vari fuochi sparsi per la città per fare tre giri intorno al falò a scopo propiziatorio.

I riti della Settimana Santa
associano alle tradizionali celebrazioni religiose cerimonie locali con sacre rappresentazioni, processioni fiaccolate e riti di grande fascino. Si comincia il giovedì Santo in Cattedrale con la messa in coena domini, durante la quale il vescovo celebra il rito della lavanda dei piedi. Il giorno successivo durante la messa viene benedetto l'olio catecumenale e la sera avviene la sacra rappresentazione de S'Iscravamentu, la Deposizione di Cristo dalla croce. La cerimonia sì svolge al buio fatta eccezione per l'altare su cui è allestita la scena. Vengono letti e commentati passi del Vangelo in lingua sarda mentre i Cori tradizionali barbaricini intonano canti sacri. Dopo la rappresentazione una processio-ne accompagna la statua del Cristo morto fino alla chiesa di Santa Croce. Il sabato Santo si svolge la solenne veglia di preghiera e la domenica di Pasqua, al mattino, due distinte processioni partono rispettivamente dalla chiesa di Santa Croce, col Redentore, e dalla chiesa delle Grazie, con la Madonna. I due cortei attraversano le vie del centro storico e giungono in piazza Crispi dove si celebra S'Incontru, ovvero l'incontro. Poi le due processioni unite risalgono per il Corso fino alla Cattedrale, dove ha luogo la messa solenne.

Sagra del Carnevale.
Il punto di forza delle manifestazioni carnevalesche sono due sfilate per le vie del centro. La prima è quella delle maschere tradizionali barbaricine, mamutbones e iesohadores di Mamoiada, tburpos di Orotelli, tumbarinos di Gavoì, su bundu di Orani ecc... La domenica della pentolaccia si svolge la seconda sfilata che vede la partecipazione di carri allegorici e gruppi in maschera provenienti da tutta la Sardegna. I festeggiamenti si concludono la sera con un grande concerto in piazza Vittorio Emanuele.

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