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Note Culturali

Pubblicato: 07/01/2004 Letto: 70547 Aggiornato:
Nuoro è per tradizione la patria spirituale e culturale dei sardi: tanti degli intellettuali, dei giuristi, dei letterati, degli artisti che la Sardegna può vantare sono nati e vissuti in questa città. Un nome su tutti quello di Grazia Deledda, prima donna in Italia a conseguire il premio Nobel per la letteratura. E ancora Sebastiano e Salvatore Satta, Francesco Ciusa, Attilio Deffenu, Antonio Ballero, Gian Pietro Chironi, Giovanni Pintori, tutti grandi figli di questa città. Nuoro è oggi sede principale del Parco Letterario Grazia Deledda; qui è possibile visitare la casa natale della scrittrice e la maggior parte dei luoghi descritti nei suoi romanzi. La città è unanimemente riconosciuta come la capitale del folklore e delle tradizioni dell'Isola grazie alla presenza del più grande e importante museo etnografico sardo e alle varie manifestazioni che si susseguono nel corso dell'anno.

Grazia Deledda
(1871-1936), nobel per la letteratura nel 1927, frequentò solo le scuole elementari per proseguire la sua formazione da autodidatta. Dopo aver pubblicato romanzi d'appendice su alcune riviste femminili si allontanò dall'ambiente chiuso di Nuoro per trasferirsi a Roma. I temi della sua vasta produzione letteraria sono essenzialmente legati alla Sardegna, alle sue tradizioni, usi e costumi, alla gente barbaricina, alle feste, alla magia, alla gastronomia, agli animali e ai paesaggi di cui fornisce descrizioni appassionate. Tra le opere più celebri ricordiamo Canne al vento, Marianna Sirca, L'edera, Elias Portolu, Cosima.

Sebastiano Satta
(1867-1914) ha vissuto quasi tutta la vita nella città natale, esercitando la professione di avvocato. Le sue opere sono quasi sempre incentrate su temi legati alla terra natale, alla vita in Barbagia e ai problemi sociali propri del luogo e del periodo. Satta si dilettava anche di pittura e ha lasciato diversi dipinti e disegni di pregio. Le sue poesie migliori sono raccolte nei Canti del salto e della tanca e nei Canti Barbaricini.

Antonio Ballero
(1864-1932), esordì nel 1894 come scrittore (Don Zua e il racconto Vergini bionde) ma è noto soprattutto per le sue opere pittoriche. Autodidatta, si formò viaggiando e visitando musei nelle principali città italiane. Aderì alla tecnica impressionista e amò dipingere soprattutto paesaggi e scene di costume che raffigurano fedelmente alcune tradizioni tipiche delle zone interne (Sa ria, La benedizione dei campi). Le sue opere si possono ammirare al museo Man.

Francesco Ciusa
(1883-1949) è unanimemente riconosciuto come il maggiore scultore sardo del Novecento. Compie i primi studi a Nuoro e successivamente frequenta l'accademia delle Belle Arti di Firenze. Si impone presto all'attenzione internazionale partecipando alla Biennale di Venezia del l907 con la scultura La madre dell'ucciso, oggi conservata nella Galleria d'Arte Moderna di Roma. Fra le opere più conosciute ricordiamo La filatrice, Il pane, Il fromboliere, Il cainita.

Salvatore Satta
(1902-1975) avvocato, giurista e docente universitario, fu autore di importanti opere di diritto processuale (Commentario al codice di procedura civile e Quaderni di diritto e processo civile).
È noto al grande pubblico soprattutto per il romanzo postumo Il giorno del giudizio considerato un'opera capitale della letteratura italiana del Novecento, in cui descrive minuziosamente Nuoro e la sua gente, la mentalità e la vita nella Barbagia di inizio No-vecento.
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