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Intervento del Sindaco Mario Demuru Zidda sulla chiusura della filiale della Banca d’Italia

Inserito il 23/05/2009 - Pagine: 1 - Letto: 2798 - Commenti: 1

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Intervento del Sindaco Mario Demuru Zidda sulla chiusura della filiale della Banca d’Italia


Immagine: SidacoMarioDemuruZidda.jpg
Comune di Nuoro
Ufficio Stampa

Prendo spunto dall’ulteriore allarme dell’Ascom - Confcommercio sull’annunciata chiusura della locale filiale della Banca d’Italia, per riproporre qualche mia considerazione. È necessaria una premessa: nessuna volontà polemica da parte mia nei confronti dell’Ascom che sollecita una più incisiva presa di posizione delle istituzioni locali per la vicenda, che riguarda in sostanza una allarmante denuncia più generale che ebbi già modo di presentare all’opinione pubblica nell’ottobre del 2007: lo Stato si ritira dal territorio e dalla città di Nuoro. Intendo ovviamente lo Stato nella accezione ridotta dell’apparato burocratico e delle strutture amministrative periferiche di alcune società ed enti. È del tutto evidente la non strumentalità della denuncia, che si preoccupa dei riflessi di tali decisioni sull’occupazione, sul livello e la qualità dei servizi nel capoluogo e nel territorio, relativamente a quanto viene perduto di tutto quello che l’apparato statale dai primi del novecento sino a qualche decennio fa, ha rappresentato per l’economia cittadina e del territorio, in un crescendo significativo fino agli anni 60/70, ma che, da allora, si è caratterizzato da un decrescendo che ora diventa vistoso e preoccupante. Una delle considerazioni che vorrei fare, parte dalla evidente distanza che separa sempre le decisioni dello Stato dalle istituzioni locali in conseguenza di una significativa mancanza di mediazione politica che nel suo insieme assuma le istanze locali quali obbiettivo di azione coordinata e congiunta di tutta la classe dirigente della comunità cittadina e del territorio. Non credo che comunicati e interrogazioni in ordine sparso, specie se indirizzati da tutti contro tutti gli altri o non accompagnati da efficaci azioni per promuovere attorno ad esse appoggio, condivisione e forza, possano essere ritenute un valido strumento per raggiungere una qualsiasi finalità. Al più sono uno strumento per fare “vetrina” per catturare la benevolenza (elettorale?) di qualche settore dell’opinione pubblica preso di mira dal solitario (e forse volontariamente solitario) difensore degli interessi della nostra collettività.

L’altra considerazione che vorrei fare è la seguente: la difesa di quanto resta dell’apparato burocratico dello Stato e dei suoi annessi deve essere attuata con forza da tutti, assieme, con la accortezza di chi fa “manutenzione in volo” ma sa che poi dovrà procedere ad una profonda revisione. La revisione per me sta nel perseguimento, ancora una volta insieme e con grande forza, con la forza della mobilitazione vera, di un disegno di sviluppo locale che parta dall’esistente ma si ponga ambizioni ben più grandi; cioè quelle che possono accompagnare una vera e propria rivoluzione progettuale del proprio modello di sviluppo. E questo né si inventa né si improvvisa: si studia e si ricerca tutti assieme, in una visione costruttiva di relazioni a cerchi concentrici fino a raggiungere quello Stato che “si ritira”.

A cerchi concentrici: perché di mezzo c’è una Regione che dovrebbe attuare da tempo forme di decentramento che non attua, o che attua solo formalmente, spesso prigioniera di logiche accentratrici della peggior specie ed anche della pressione di potenti conglomerazioni burocratiche, che operano nel senso più adatto a modificare eventuali iniziative di decentramento che qua e là nel tempo si sono affacciate nella Regione.

Sarebbe una questione di efficienza , una questione di vero “federalismo interno” che non è solo fatto di materia contributiva, ma di una necessaria visione a “rete” e, io ritengo, sostanzialmente solidaristica, dello sviluppo delle diverse aree e delle città della Sardegna, ivi compresa la leva dello sviluppo delle vocazioni locali anche attraverso il decentramento delle strutture amministrative e burocratiche.

Personalmente, impegnerò la mia amministrazione a promuovere, favorire e assecondare ogni atto di buona volontà, di buona fede e di buona amministrazione, che partendo da chiunque, ci porti in questa direzione. D’altra parte questo è implicito nelle nostre battaglie, non tutte compiute e non del tutto compiute per avere a Nuoro la direzione regionale dell’Ente Forestale, la scuola regionale delle Guardie Forestali, la sede di Abbanoa Spa, l’università con le facoltà ambientali, la caserma di Prato Sardo e il campus universitario , un grande contenitore museale a valenza regionale e la sede di una delle agenzia di sviluppo che noi indicavamo in “Laore” dato che lo sviluppo rurale sembra essere il più adatto al nostro territorio.

Si può riprendere questo cammino?

Si può riprendere l’idea di un cammino solidaristicamente insieme nella difesa degli interessi del territorio, pur nella distinzione politica?

Noi vogliamo proporlo, e perciò ci faremo carico di promuovere e condividere ogni iniziativa che ribadisca vecchie istanze e ne formuli di nuove, e con nuovi metodi di marcia. Insieme.

Anche perché di sole polemiche (e di sola burocrazia) né si muore ne si vive: si vivacchia
.”

Il Sindaco
Mario Demuru Zidda
Inserito il 18/10/2009 da alisee - Voto: 5

Qualche giorno fa ho avuto un medio incidente con l'auto mettendomi nella condizione di non poter proseguire nella produzione di pane carasau, attività che svolgo in una casa di campagna con l'aiuto di uno dei miei figli quando liberi.

Per principio non amo fare le file da assistenti sociali o in ricerche di sussidi temporanei che non danno certezze alcune per il futuro, ma da mesi desideravo rivolgere queste mie idee al ns. Sindaco, pertanto questa era la mia occasione, e l'ho colta con piacere.

Confesso la mia attività in nero in quanto da due anni cerco un locale accessibile di prezzo e caratteristiche idonee per la mia attività, ma non avendo occhi e portafoglio con occhi a mandorla non mi è dato accesso dal popolo nuorese.

Senza contare la grave situazione dei numerosi immobili abusivi e/o con problemi di volumetria i quali stagna la chiusura e di conseguenza il blocco di una economia già di per sé agonizzante.

Tutto quanto sopra per dire che oggi, domenica in viaggio per internet a visitare siti mi ritrovo a leggere una lettera del nostro Sindaco, per me un invito a nozze, in quanto, (se non ho frainteso) apre una finestrella a quanti avessero idee e proposte che possano in qualche modo, onda dopo onda, una più un'altra e un'altra ancora fino a dare a questa città (forse) un moto più di mare che all affluire della energia si alza alto per creare quella catena di anelli che ristrutturano una economia che da un popolo nato, cresciuto e vissuto nella manovalanza e la creatività renderebbe un etnia unica e originale nel proprio essere … grandi.

Da qualche parte bisogna cominciare, e per me un buon inizio sarebbe proprio quello di aprire uno spazio sul web dove giovani nuoresi e non facessero delle proposte e presentassero dei veri progetti costruttivi, magari una sorta di classifica con scadenza trimestrale a premi, che ben si inserissero in un contesto di società dove ogni singolo con e per un altro contribuisse a dare una botta di ripresa a questa realtà tragicamente infelice e moribonda, dove i ns eredi, e a volte anche noi figli degli anni 60, (quelli …. Grandi) troviamo più risolutivo abbandonare la città natale solo perché non troviamo alcun riscontro.

Realtà da prendere in mano per metterle a posto a Nuoro ce ne sono davvero tante, ma se si riuscisse a creare una buona situazione, forte collaborazione, con unione e d energia positiva, con le persone giuste, del popolo stesso potremmo diventare di esempio per altre comunità.
Spero che questa mia venga almeno letta, e ancora di più spero qualcosa si muova, altrimenti, anche se nel mio piccolo potrei non rappresentare granchè sarò costretta a decidere di andare via da nuoro e contribuire cosi a impoverire oltre questa nostra comunità.