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Interrogazione del consigliere Guccini su ‘‘reclutamento messi notificatori esterni e servizio di accertamento tributi” - Risposta di Gianni Angioi Assessore Bilancio, Patrimonio, Tributi

Inserito il 30/12/2008 - Pagine: 1 - Letto: 2120 - Commenti: 1

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Interrogazione del consigliere Guccini su ‘‘reclutamento messi notificatori esterni e servizio di accertamento tributi”


In relazione all’oggetto e considerato il carattere di urgenza manifestato dall’interrogante, in attesa della seduta consiliare, si ritiene doveroso dare seguito alla stessa con i seguenti chiarimenti.

1) E’ privo di alcuna verità,cioè falso, sostenere che l’incarico ai messi notificatori sia stato conferito lo stesso giorno in cui si chiedeva la possibilità di utilizzare messi notificatori interni.

Infatti, mentre una prima richiesta di parere all’Ufficio Personale è stata inoltrata il 28 Giugno2008 e la seconda l’8 Ottobre 2008, i contratti di collaborazione occasionale per l’attività indicata, della durata di due mesi, sono stati conferiti il 28 Ottobre.

Quindi ben quattro mesi dopo aver inoltrato la prima richiesta e di 20 giorni dalla seconda, senza averne, peraltro, ricevuto alcuna risposta.

2) L’attività in oggetto è stata avviata in via del tutto eccezionale, stante l’urgenza della scadenza degli atti al 31 DICEMBRE 2008.

3) In merito alle paventate assunzioni si precisa che non si è fatto ricorso a nessuna assunzione.

Ma avvalendosi della disposizione della Finanziaria per il 2007, si è proceduto a conferire incarico a personale abilitato all’attività di notifica con esperienze di lavori similari.

Personale che guadagnerà esclusivamente in base al numero di atti giunti a buon fine,cioè sulla base di quelli materialmente consegnati al destinatario, in caso contrario, il messo non percepirà neppure un rimborso spese.

Nessuna norma prevede si debba bandire una gara perché il costo di notifica è prefissato dalla legge, (dm 13/06/2007) ed è esattamente pari a quello applicato da Equitalia per la notifica delle cartelle di pagamento e cioè 3,68 euro netti per ogni atto notificato.

4) La spesa viene imputata a totale carico del destinatario dell’atto di notifica.

Non sarebbe, peraltro, comprensibile la logica di far ricadere tali costi su coloro che hanno sempre onorato il loro impegno.

5) Relativamente all’ipotesi di gara, si evidenzia come la stessa non aveva ragione di essere bandita, per il semplice fatto che non si è fatto ricorso a nessun soggetto esterno ma, tutta l’attività, compresa la tenuta del registro delle notifiche, viene svolta internamente dall’ufficio.

La motivazione per la quale si è proceduto ad inviare gli atti con la nota modalità deriva dal fatto che gli indirizzi dell’anagrafe comunale non risultano ancora aggiornati con la nuova numerazione civica. Questa circostanza permane purtroppo ancora oggi e avrebbe certamente causato la restituzione di centinaia di atti per indirizzo errato o insufficiente, come peraltro accaduto in anni addietro (ad esempio molti risiedono ancora in località Funtana Buddia, Loc. Su Pinu, loc. Biscollai, loc Città Giardino, etc. ).

In molti altri casi esiste la via ma in anagrafe non compare, oppure il numero civico esposto è differente da quello riportato in anagrafe.

Attualmente,con il sistema messo in pratica, l’amministrazione sta notificando il 99% degli atti con una percentuale mai realizzata prima d’ora e che nessuna società esterna, agli stessi prezzi, avrebbe potuto fare in maniera puntuale e soprattutto celere.

Vi è inoltre da segnalare che il personale utilizzato ha l’obbligo di riportare su appositi moduli gli indirizzi esatti con la via e numerazione attuale. Ciò consentirà l’aggiornamento dell’anagrafe tributaria di migliaia di contribuenti, sia nuovi che vecchi.

Tali dati concorreranno, in breve tempo, a dotare l’Ente di una anagrafe tributaria propria, completa e aggiornata e, quindi, giungere ad una maggiore autonomia, sia nella fase di accertamento che di riscossione dei tributi comunali.

Per dare un idea della dimensione del fenomeno, è sufficiente un semplice esempio: nel solo 2005 l’amministrazione non è riuscita a notificare atti per indirizzo errato o compiuta giacenza per un totale di 568 mila euro.

6) Per la consegna degli atti il Comune si è ripetutamente servito delle Poste Italiane, quale soggetto esterno e per le notifiche in questione chiede un compenso unitario di circa 6 euro ad atto, ben al disopra quindi dei 3.68.

7) Relativamente al misterioso soggetto che ‘aiuta’ l’amministrazione a consolidare i proventi tributari, occorre precisare che questo Ente negli ultimi dieci anni si è sempre avvalso, con fiducia, della BPS riscossioni, oggi Equitalia Sardegna S.p.A. non solo per l’attività di riscossione ma anche per quella di accertamento.

Questa società, a livello regionale e nazionale si avvale della collaborazione di ditte specializzate ed inserite in appositi albi nazionali.

Dal 2006 a tutt’oggi, per il Comune di Nuoro, per il solo ricupero evasione, l’Equitalia utilizza la collaborazione della ditta STEP di Sorso, dal 2003 al 2006 si avvaleva della società FLP di Forlì e ancor prima della ditta Krenessial di Sassari.

Non pare superfluo, nella circostanza, evidenziare come alcuni grandi comuni dell’Isola abbiano dei seri contenziosi con società, concorrenti di Equitalia, alle quali hanno affidato il servizio riscossione tributi.

Questo Ente, al contrario, può registrare di non avere mai avuto problemi sull’incameramento delle somme riscosse dal concessionario in questione che ha sempre riversato nelle casse comunali tutti gli introiti relativi ai tributi comunali.

A riguardo, si precisa che nell’ultimo triennio si è registrato un incremento consistente di nuovi contribuenti e conseguenti entrate tributarie in misura molto maggiore rispetto al passato.

Ciò ha permesso di mantenere inalterata la pressione fiscale sul singolo cittadino nuorese.

8) In merito all’affidamento del servizio a concessionari, sulla base della finanziaria 2008 gli Enti Locali possono affidare il servizio fino al 2010 alla società Equitalia, in forma diretta, trattandosi di soggetto pubblico.

E per maggiore serenità dell’interrogante, o di chi per lui, si resta disponibili a confutare quanto sopra nelle sedi che si riterranno più opportune.

Ma dalla legittima richiesta di chiarimenti del consigliere, non possono non nascere però, in maniera altrettanto legittima, almeno due considerazioni.

La prima induce a pensare che probabilmente il Guccini, si presume in maniera del tutto involontaria, si sia avvalso di informazioni parziali e distorte fornitogli da terzi.

Informazioni dategli o da qualche emulo del tanto celebrato quanto musicato investigatore dal roseo passo felino oppure, ipotesi più plausibile, da taluno cui possa far comodo che l’attività di notifica possa trovare ostacoli per continuare ad evadere il pagamento dei tributi, come fatto fin’ora.

La seconda considerazione scaturisce, invece, dal ritenere che non sarebbe stato affatto disdicevole che anche da parte dello stesso consigliere giungessero, oltre ché legittimi dubbi, almeno dei cenni di condivisione per l’azione che l’Ente sta portando avanti per far emergere, soprattutto, quella fascia di ostinati evasori totali sia dell’ICI che della TARSU.

Evasori totali, è bene ricordare, che mai hanno versato nelle casse del Comune una sola lire di ieri o un solo centesimo di oggi per tributi originati dai loro immobili e dalle loro attività, in Città come a Prato Sardo.

Gli stessi che con molta probabilità, confusi tra gli altri, di continuo chiedono all’Amministrazione servizi pubblici migliori, maggior decoro urbano e più infrastrutture.

Tutto ciò a fronte, e in offesa, degli oltre 13 mila cittadini che, loro malgrado e forse con grande affanno ma con altrettanta dignità, hanno sempre onorato e continuano ad onorare i loro obblighi di contribuenti e che pertanto avrebbero, loro sì, tutto il diritto di recriminare e protestare su mancate o tardive risposte da parte dell’Amministrazione.

Perciò, all’interrogante e ai suoi eventuali occulti ispiratori, si può confermare che non vi è alcun elemento plausibile per impedire che Equitalia prosegua regolarmente la sua attività di accertamento e di notifica sia dell’ordinario che del ricupero evasione.

Nel contempo si è fermamente convinti che l’azione finora svolta non può non suscitare la condivisione e l’apprezzamento da parte di coloro che invocano atti di equità e di coerenza sia quando, doverosamente, il Comune riconosce i propri debiti e sia quando, altrettanto doverosamente, l’Ente cerca di riscuotere i crediti, prescindendo dal ceto e dal censo degli interessati.

In conclusione non resta che dare un suggerimento al consigliere Guccini: informarsi meglio prima di avanzare critiche infondate e tendenziose o avere la presunzione di insegnare ad altri come si amministra la cosa pubblica. E sarebbe anche molto più saggio da parte sua chiedersi, in anticipo, se sia corretto alludere a “questioni morali” nei confronti di altri senza aver prima attentamente verificato che la citata “questione morale” non riguardi, invece, se stessi.

Riferito, ovviamente, all’argomento in discussione.

Gianni Angioi
Assessore Bilancio,Patrimonio,Tributi
Inserito il 13/01/2009 da Bellerofonte - Voto: 1

Gent. Assessore, sostenere che sia privo di verità, come dice lei “falso”, che l’incarico ai messi notificatori sia stato conferito lo stesso giorno in cui si chiedeva la possibilità di utilizzarli, non rende merito né allo studio né all’interrogazione del sottoscritto.

Con Prot. 53787 del 9 ottobre 2008 il Suo settore chiedeva, al settore affari generali, “l’autorizzazione a procedere al reclutamento dei messi notificatori” concludendo “in attesa di cortese riscontro”.
Come mai il dirigente del Settore finanziario poneva il problema al suo collega? Evidentemente aveva urgenza di avere una risposta, perché la lettera si concludeva con la classica formula “in attesa di cortese riscontro”. E invece no, a Nuoro le domande si fanno per finta, non per avere risposte. E che diamine. Infatti, senza attendere risposta, lo stesso 9 ottobre (con Determina num. 2812) il dirigente del Settore finanziario procedeva alla nomina di sette messi notificatori. La delibera del 30 ottobre successivo, che li recluta, recita: “preso atto dei soggetti appositamente convocati”. La domanda banale: come sono stati scelti? perché si sono presentati? chi li ha convocati? è sbagliata, perché non tiene conto del Regolamento d’Attuazione della Complicazione delle Cose Semplici.

Le sfugge poi, ma fortunatamente sono qua a rammentarLe cosa avviene nei suoi uffici, che l’incarico non è della durata di due mesi, bensì di tre. Dettagli, che danno però la misura della Sua preparazione. Dichiara poi, questo è in Determina 30 ottobre, che questi soggetti avrebbero dovuto essere “presi” da personale abilitato e con esperienza; Ciò che risulta è invece un attestato a seguito di un corso di 12 ore, per carità come vuole la norma, appositamente organizzato e “seguito” dal Suo ufficio. Un corso organizzato e pagato al funzionario del Suo Settore perché il Suo Dirigente potesse poi procedere alla nomina. Certo, la regola vuole che chi si sia presentato perché convocato evidentemente sapeva che doveva essere pronto a fare domanda, gli altri erano distratti e quindi colpevoli.
Nel proseguire Le rammento che se vorrà potrà querelarmi per ciò che vado affermando.

Nella Determina del 30 ottobre, la numero 3028, avviene l’incredibile. Si da atto della “disponibilità accordata” dai soggetti poi nominati messi prima ancora che l’ufficio affari generali si pronunciasse nel merito della richiesta. Come dire che queste persone, a cui non riconosco nessuna colpa se non l’essersi trovate al posto giusto nel momento giusto, ovvero nel bel mezzo di un corso organizzato ad hoc, avevano dato il loro assenso alla collaborazione prima ancora che l’ufficio affari generali si pronunciasse sulla loro effettiva utilità.

Nella stessa determina ci dice che il costo addebitato ai cittadini è pari a Euro 5,60 mentre nella replica a mezzo stampa, bontà sua attendiamo in Consiglio, riferisce di un costo inferiore ovvero 3,68. Verrebbe da domandarsi che fine fanno i soldi in più.

Non comprendo poi a cosa si riferisca il capitolo 1646 impegno 1292 B.P. di 25.000 Euro se, come dice Lei, “la spesa viene imputata a totale carico del destinatario dell’atto di notifica”. Eppure, il capitolo cui mi riferisco, viene richiamato nella Determina del 30 ottobre a copertura del servizio di notifica. Insomma, il cittadino paga la notifica, il comune paga la notifica ma poi le spese vengono incassate una sola volta.
Rispetto alle spese poi, non risultano richieste formali ad altri soggetti che potessero consentire un risparmio per i cittadini e, stando al succitato impegno di spesa, all’Amministrazione. Se così non fosse invito pubblicamente Poste Italiane Spa a smentire quanto vado affermando. Riferisce invece di un costo richiesto da questi di ben 6 Euro, La invito a voler produrre l’offerta e, con il supporto di Poste Spa, voler confutare.

Ci dice che nel 2005 l’Amministrazione non è riuscita a notificare atti, per indirizzo errato, per un totale di 568 mila Euro ma non spiega che di questo ha colpa solo e soltanto un Amministrazione che da otto anni non mette un punto sulla toponomastica. Oltretutto le ha ricordato bene un collega Consigliere che un conto è l’accertamento altro la riscossione. D’altra parte, se vorrà potrò essere maggiormente documentato sul punto; pagare un milione di Euro per accertare, e sottolineo accertare, un evasione di cinquecento mila, equivale a buttare i soldi dalla finestra.

Tralascio la questione relativa a STEP avendo cura di metterlo in grassetto si chè Lei possa comprendere che non siamo nati ieri e probabilmente nemmeno disinformati.

Nella fretta di rispondere per le vie “brevi”, ritengo le siano sfuggite le domande sottese all’interrogazione. La presente anche per questo.
Attendo di sapere perché sia stato richiesto un parere vincolante all’Ufficio Personale se poi si è proceduto, in pari data e in assenza di autorizzazione, alla nomina dei Messi Notificatori;
Se sia stata bandita una gara ovvero se sia stata data pubblicità del corso di dodici ore istituito con Delibera di G.C. n° 6 in data 15/01/2008, abilitante all’esercizio della professionalità richiesta;
Se sia stata bandita una gara per titoli al fine di determinare e quindi scegliere i soggetti maggiormente qualificati all’incarico richiesto;
Se sia stato chiesto, formalmente, ad altri soggetti esterni, ad esempio Poste Italiane l’erogazione del servizio;

Intervengo anche a difesa delle prerogative di tutti i Consiglieri che non meritano vedere il proprio lavoro mistificato con risposte incomplete o peggio ancora infamanti.

Assessore, in conclusione, mi quereli e dimostri alla città che davvero dico falsità oppure si dimetta perché ciò che dico non solo è dimostrabile ma spaventosamente vero.