Risposta del Sindaco alla nota del 12 settembre 2008 dell’Associazione “Centro Commerciale Naturale Corso Garibaldi e dintorni”
Comune di Nuoro
Il Sindaco
Nuoro lì, 18 Settembre 2008
All’Associazione “Centro Commerciale Naturale Corso Garibaldi e dintorni”
Oggetto:
Risposta a vostra nota del 12 Settembre 2008.
Fra le varie questioni poste dal documento della associazione dei commercianti di Corso Garibaldi, una mi vede particolarmente partecipe: quale città consegneremo ai nostri giovani.
La mia risposta meditata è: una città migliore di quella che ci è stata consegnata.
Questo non significa essere così miopi da non vedere le tante questioni non ancora risolte, i problemi – alcuni anche gravi – che affliggono in particolare la popolazione giovanile, e magari minimizzare o negare responsabilità, che pure non mancano tutte le volte che si assume l’onere di amministrare una comunità.
Tuttavia la risposta resta positiva, e sono pronto a renderne conto in tutte le sedi in cui, a viso aperto, ci si potrà confrontare sui fatti e sulle responsabilità che certo non si fermano al Comune di Nuoro.
La vostra associazione fa un richiamo al dovere morale del Sindaco di fare sintesi su possibili soluzioni positive per invertire ciò che definisce una tendenza negativa pericolosa (decadimento ed abbandono della città come premessa per le sue sorti negative). Il confronto potrà essere reale solo quando ciascuno di voi si adeguerà all’altrettanto doveroso obbligo morale che avete, di non lanciare generiche accuse, sia pure rivestite dei panni dei bonari appelli al maggior impegno (sempre degli altri!), e si prenderà la briga di scendere in campo sul terreno che appare essere congeniale e familiare ad alcuni di voi: quello politico elettivo.
La mia personale memoria mi riconsegna l’immagine di una città che qualche lustro addietro era in forte difficoltà, non solo a portare a termine le opere pubbliche cruciali quali il Teatro Eliseo, il Centro Polifunzionale di via Roma, l’ex tribunale, la casa protetta per gli anziani, il centro di Prato Sardo per soggetti disabili, il centro diurno per anziani, ma anche a vedere il degrado incontrollato di Santu Predu, Seuna, Su Nuraghe, Monte Jaca, Preda Istrada, via Roma, via Lamarmora e tanto altro. Non si parlava neppure di ingressi alla città, di ripensamento del centro moderno della stessa, si chiacchierava di centro intermodale e di cittadella dello sport (con un palazzetto avviato su basi che da subito ne compromettevano la realizzazione).
Non c’era neppure più spazio per i morti che venivano pietosamente e provvisoriamente ospitati in sepolture di famiglie amiche. Nel mentre, nel Monte Ortobene, non c’erano né fogne né acqua potabile, né vie di fuga, né sistemi di sicurezza per il rifornimento dell’acqua contro gli incendi.
I nostri vecchi stavano intanto ricoverati o a Galanoli o ad Orotelli, via da casa loro; i costoni rocciosi del Monte, di via La Solitudine e di Sant’Onofrio, come i muri di contenimento di via Nurra e di via Verdi, turbavano il sonno di molti cittadini, durante tutte le giornate di pioggia, e allo stadio e in tante altre strutture sportive il daffare per il loro adeguamento era quasi una chimera.
Su piazza Mameli, poi, il vostro dire assume toni preoccupanti, arrivando a definire incompiuta un’opera di grande rilievo voluta e iniziata dalla mia amministrazione e che, nonostante la rilevanza dell’opera (e quindi dei necessari tempi di cantiere), verrà anche conclusa dalla mia amministrazione, come, per fortuna, dal 2000 è consuetudine.
Sull’università intuisco la poca dimestichezza per quasi tutti voi, con i tanti risvolti della “vicenda”; confido che “prima di passare”, gli amministratori attuali di tutti gli enti coinvolti riusciranno a fare chiarezza e, spero, chiudere il capitolo. Infine vi ringrazio per il ruolo, direi esclusivo, che voi assegnate alla mia funzione, nello sviluppo della città. Siete operatori economici, provate ad estendere oltre le apparenze più prossime e convenzionali il vostro metro di valutazione. Ed infine, con animo parimenti collaborativo, esorto il vostro presidente Bastiano Rosas, ad un impegno che lo porti da presidente emerito di una associazione di commercianti (carica più durevole certo di quella di semplici amministratori), ad un impegno più diretto e “a tutto campo” nella amministrazione della città. Potrebbe costituire una bella esperienza anche per lui, oltre l’uscio del suo benemerito esercizio commerciale.
Distinti saluti.
Mario Demuru Zidda