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Rossella Urru - LIBERA
Articolo

150° anniversario dell’Unità d’Italia - Raduno Intersezionale ALPINI [Aggiornato 1/06/2011]
Nuoro - 3, 4 e 5 giugno 2011

Inserito il 18/05/2011 - Pagine: 9 - Letto: 37274 - Commenti: 0

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Raduno intersezionale: Comunicato stampa e programma adunata


Immagine: RedentoreAlpini.jpg (click per ingrandire l'immagine)
Nuoro, 1° giugno 2011 - Ufficio Stampa

Sabato 4 giugno e domenica 5 giugno, Nuoro sarà invasa dagli Alpini, che terranno in città il loro raduno intersezionale. È la seconda volta che Nuoro ospita questa manifestazione. La prima volta fu il 10 settembre 1960 e da allora sono trascorsi 50 anni.

Questo raduno intersezionale è stato voluto dal presidente della sezione Sardegna, Aldo Zuliani, con la fattiva collaborazione di Paolo Mura, capogruppo della sezione di Nuoro. Immediata l’adesione e la disponibilità dell’Amministrazione comunale.

Il raduno intersezionale investe tutte le sezioni nazionali e segue l’84esima adunata nazionale degli alpini che si è svolta a Torino dal 6 all’8 maggio scorso. Inoltre si svolge contestualmente ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Si tratta di una manifestazione di grande rilevanza – hanno detto il Sindaco Sandro Bianchi e l’Assessore al Turismo, Leonardo Moro – che rappresenta una occasione importante per la città e il territorio. Proprio per questo motivo siamo particolarmente onorati di dare il benvenuto a tutti gli Alpini che arriveranno a Nuoro, ricordando il loro coraggio e le loro gesta eroiche, con le quali hanno scritto alcune fra le pagine più significative e gloriose della storia del nostro paese. Cogliamo anche l’occasione – hanno concluso gli amministratori – per invitare tutti i nuoresi a partecipare alle manifestazioni e confermare ancora una volta la nostra grande ospitalità.

PROGRAMMA ADUNATA

Giovedì 2 giugno
  • Commemorazione 150° Anniversario Unità d’Italia a Caprera, con inaugurazione del Museo Garibaldi

Venerdì 3 giugno
Sabato 4 giugno
  • Ore 09,30: Alzabandiera e deposizione corona alla Lapide Caduti piazza Vittorio Emanuele
  • Ore 10,00: Alzabandiera e deposizione corona Sacrario Caduti nel Cimitero Monumentale di Nuoro
  • Ore 11,00: Saluto del Sindaco della Città di Nuoro ai rappresentanti delle sezioni e gruppi ospiti, presso la Sala Consiliare
  • Ore 17,00: Deposizione corona al Monumento ai Caduti nel Comune di Oliena (10 km da Nuoro) cui seguirà concerto della Fanfara Alpina
  • Ore 21,00: Grande concerto folkloristico ed alpino presso l’Anfiteatro Comunale di Nuoro

Domenica 5 Giugno
  • Ore 09,00: Ammassamento presso il campo sportivo di viale Sardegna a Nuoro
  • Ore 09,30: Santa Messa al campo
  • Ore 10,30: Sfilamento lungo via Lamarmora, corso Garibaldi, piazza Vittorio Emanuele
»Informazioni per il Turista

LA CITTA' DI NUORO

Immagine: PiantaCittàNuoro.jpg (click per ingrandire l'immagine)
La città di Nùoro, sorge sulle pendici occidentali del Monte Ortobene a circa 550 metri sul livello del mare, si trova al centro della sub regione denominata Nùorese ma che tutti conoscono come Barbagia Conta oggi circa 37.000 abitanti e dal 1927 è capoluogo di una delle provincie meno popolate d’Italia. Il sito in cui sorge l’abitato era frequentato sin dall’epoca prenuragica e nuragica, come testimoniano le aree archeologiche presenti nel territorio comunale, come le domus de janas in località Borbore (4000-2000 a. C.) e i due nuraghi inseriti nel contesto urbano.

Risale ad epoca romana un insediamento sul versante nord del Monte Ortobene, presso la fonte Milianu ed il ruscello di Ribu ‘e Seuna. Da questo nucleo primitivo, attorno al 1000 d. C. gli abitanti scesero a valle per insediarsi nella zona dell’antico quartiere di Séuna.

Bisogna risalire fino al XIV secolo per trovare informazioni certe sul paese chiamato Nùgoro. Nel medioevo fece parte del Giudicato di Torres e poi di quello d’Arborea. Nel corso del 1400 l’abitato si ingrandì nonostante le continue epidemie e soprattutto nel ‘600, il borgo si arricchì di numerose chiese. Esistono ancora le chiese di Santa Croce e San Salvatore, del XVI secolo, il convento del Frati minori osservanti e le chiese della Vergine del Montenero e della Madonna di Valverde, delle Grazie e di San Carlo tutte del XVII secolo. Nel 1688 Nuoro venne annessa al marchesato di Orani e dieci anni dopo contava già 2104 abitanti.

Nel 1724 i gesuiti istituirono una residenza presso l’antica chiesa delle Grazie e Nùoro assunse un ruolo predominante rispetto ai paesi del circondario tanto che nel 1779 fu scelta come sede della diocesi e poi elevata al rango di città nel 1859. La sua fisionomia cambiò radicalmente: Séuna, il primo nucleo abitativo, fu unito all’antico quartiere di Santu Predu dalla Bia Majore (oggi Corso Garibaldi). Nella seconda metà dell’800 le disastrose condizioni economiche della popolazione resero precaria la situazione dell’ordine pubblico e Nuoro diventò una delle zone più “calde” del regno d’Italia. (Nel 1899 furono inviate in città truppe speciali dell’esercito e nel tentativo di sedare definitivamente la piaga del banditismo in una sola notte furono arrestate più di 500 persone.)

Nonostante i gravi problemi di ordine pubblico tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 la città visse una straordinaria stagione di crescita culturale che gli valse l’appellativo di Atene della Sardegna.

Nel 1939 conta circa 12.00 abitanti, la vera espansione arriva però negli anni ’70 e ’80 fino ad arrivare agli attuali 37.000 abitanti. Uno sviluppo rapido e intenso che ha lasciato i segni nel tessuto urbano. In pochi anni il borgo agro-pastorale diventa infatti una cittadina di terziario.
Una città dai forti contrasti, capace tuttavia di armonizzare una cultura arcaica, difficile da penetrare nel breve lasso di tempo di una visita turistica, con un nuovo volto dinamico e moderno in cui i due aspetti convivono e si integrano contaminandosi e caratterizzandola.

Città di poeti, scrittori, scultori, pittori e cantori Nuoro è considerata la patria spirituale e culturale dei sardi, capitale delle tradizioni e del folclore, molti degli intellettuali e degli artisti che la Sardegna può vantare sono infatti nati e vissuti in città. Un nome su tutti quello di Grazia Deledda, prima donna in Italia a conseguire il premio nobel per la letteratura. E ancora Sebastiano e Salvatore Satta, Francesco Ciusa, Attilio Deffenu, Antonio Ballero, Gian Pietro Chironi, Giovanni Pintori, tutti grandi figli di questa città.

Oggi c’è un rifiorire della cultura con alcune tra le manifestazioni folk più importanti della Sardegna, il più grande e importante museo etnografico sardo, il museo archeologico, la casa museo Grazia Deledda, il museo Ciusa, un prestigioso museo d’arte contemporanea, due tra le case editrici sarde più prolifiche e prestigiose.

Le feste e le sagre nuoresi sono un perfetto connubio tra fede e tradizione, fatta eccezione per il carnevale, l’unica festa prettamente pagana.

Dal 1901, anno in cui venne eretta la statua bronzea in cima al Monte Ortobene, si svolge nell’ultima decade di agosto una delle più importanti feste della Sardegna la sagra del Redentore.

In città sono presenti diversi laboratori specializzati nella lavorazione dei metalli preziosi, della coltelleria, della pelletteria, ebanisteria, intaglio e ceramica.

Piatti tipicamente nuoresi sono su filindeu, sos maccarrones cravaos, su pane frattau, sa minestra e merca, su tataliu, sa patata in capote, sa sebada, sas casadinas e sas orillettas.