ARTES 2010: Gli Artisti
Francesca Pilotto - Designer di Moda

Francesca Pilotto
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Francesca inaugura a Nuoro nel 1992 il proprio Atelier di moda ed inizia ad elaborare le creazioni per le proprie clienti a cui affianca linee di abiti di Alta Moda ispirati alla cultura sarda e mediterranea, diviene depositaria del brevetto “Antelisughero” e utilizza materiali innovativi per il settore della moda, quali: il papiro, lo iuta e l’orbace abbinati al corallo, al marmo, all’oro ed all’argento.
Una delle collezioni, dal titolo “Donne Deleddiane” è ispirato al romanzo “Canne al Vento” di Grazia Deledda, l’abito finale della collezione è il modello “Solitudine” che viene esposto nella rassegna “Artes”.
L’abito scultura è interamente realizzato in orbace, sul quale vi è impresso, con un lavoro in patchework, il disegno ritratto sul portone della chiesa della Solitudine, ove riposano le spoglie della scrittrice nuorese. Subito dopo, televisioni e riviste, anche internazionali, parleranno dell’incantevole abito in orbace e del suo innovativo utilizzo con materiali simbolicamente legati alla nostra cultura, alla nostra terra ed alle nostre tradizioni.
Nel raffinato ed elegante punto espositivo “Artes” di Piazza Vittorio Emanuele, oltre al modello solitudine, sono mostrati diversi abiti della collezione lusso alta moda sposa-cerimonia; tagli avvitati, tessuti come la duchesse, la tasmania, il velluto, pizzi e ricami pregiati e l’utilizzo della pura seta per le camicie.
Francesca ha realizzato una “finestra tecnologica” per esporre le sue creazioni che possono essere visitate attraverso il collegamento con il sito,
www.atelierpilotto.com.
Ceramiche Lino Loi di Dorgali

Ceramiche Lino Loi
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L’azienda nasce circa 50 anni fa, frutto di arte e di una creatività dirette alla valorizzazione ed alla tutela di caratteristiche territoriali e di origine, segni inconfondibili di tradizioni che si tramandano nel tempo di generazione in generazione. Gli oggetti realizzati rigorosamente a mano, nascono quotidianamente da un estro individuale che tende a creare, applicando diverse tecniche di decorazione, un’idea di prodotto autentico, quale testimonianza storica di un territorio. Gli oggetti che vengono creati nascono direttamente dalle mani di Lino artigiano e tornitore, figura artistica che va oramai scomparendo, ma che in questa azienda si tenta di tenere in vita, al fine di garantire un prodotto unico, tipico e competitivo. Le linee di produzione si sono succedute nel tempo ininterrottamente, seguendo anche le richieste del mercato spaziando dalle diverse forme e dimensioni, ai diversi accostamenti di colori, alle più svariate decorazioni. Ogni oggetto evoca e riprende i colori e gli stimoli più caratteristici della splendida terra in cui viene prodotto.
“La Robbia” di Maurizio Savoldo

Maurizio Savoldo
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Maurizio è laureato in scienze naturali, tesi in botanica: “Piante tintoree del territorio del Mandrolisai”.Nel novembre del 2005 ha aperto ad Atzara un laboratorio, occupandosi inizialmente della tintura dei filati per arrivare oggi alla realizzazione di manufatti di vario genere: prodotti d’arredamento, accessori, articoli da maglieria, ecc. Tutti gli articoli sono ottenuti da fibre rigorosamente naturali sia di origine animale (lana e seta) sia di origine vegetale (cotone, lino e iuta). Gli articoli vengono tinti con colori naturali anch’essi di origine vegetale e animale. La metodologia del ciclo lavorativo, dalla tintura al confezionamento, è totalmente artigianale e recupera quelle capacità manuali che un tempo era l’etichetta del prodotto sardo dove qualità e originalità lo rendono unico al mondo. Gli articoli realizzati, oltre ad essere ricchi di tradizione, si contraddistinguono perché si trovano in linea con le esigenze della società moderna, sempre più attenta ai prodotti non dannosi all’ambiente e alla salute dell’uomo. Maurizio organizza anche corsi finalizzati alla trasmissione delle nozioni basilari della tintura naturale durante i quali, alle esercitazioni, sono affiancate escursioni nelle campagne locali con individuazione e raccolta delle diverse specie botaniche per poi effettuare le prove di tintura e a redigere il quaderno botanico con allegato un piccolo erbario.
“La fucina dell’Orso” di Mario Meloni

Mario Meloni
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Lungo gli stand che avvolgono Piazza Vittorio Emanuele è possibile passare in rassegna tutti i ferri battuti a mano e rigorosamente selezionati dal maestro Mario Meloni. Lo stand ferma la fatica dell’artigiano nelle creazioni esposte all’interno dello spazio espositivo offrendo ai visitatori la maestria artigiana e forme artistiche d’avanguardia. Il fabbro batte con forza il ferro sull’incudine, un gesto ripetuto all’infinito per modellare il metallo e realizzare figure ed utensili, oggetti d’arte e componenti d’arredo. L’attività viene svolta in collaborazione con Maria Grazia che arricchisce la forza impressa nella forgia con finezza e delicatezza. L’attività comprende anche il restauro del ferro riportandolo a nuova vita. (restauro di letti di ogni epoca).
“Ceramiche Ortobene” di Grazia Pastorino

Grazia Pastorino
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All’interno dei giovani ceramisti nuoresi si colloca Grazia Pastorino che forte della ventennale esperienza artistica presso alcune cooperative sociali, nel 2009 ha realizzato un proprio laboratorio artistico con una nuova linea raffinata rispecchiando i colori ed i disegni legati alla tradizione sarda, ma anche con nuove e diverse combinazioni; prodotti di illuminazione per interni ed esterni, appliques, lampadari, plafoniere, faretti, basi per lampade complementi d’arredo con piatti e vassoi, unitamente alla produzione di oggettistica varia per la casa ed attività commerciali. Ogni mostra alla quale Grazia ha partecipato ha riscontrato lusinghieri risultati. Nelle sue opere più recenti, di tono mono e bicolore, le superfici lisce e nude sono arricchite da volumi e rilievi . Il pezzo ceramico così realizzato diventa quindi una creazione nella quale scultura e pittura, forma e colore si integrano e si alternano in un armonioso equilibrio.
“Ceramik Foto” di Antonietta Zizi

Antonietta Zizi
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Tra i ceramisti nuoresi si possono apprezzare le fantastiche ceramiche della pittrice Antonietta Zizi nipote dell’avvocato, giurista e scrittore nuorese, Onorato Zizi. I suoi capolavori di ceramica partono dalla ceramica tradizionale fino ad arrivare alla moderna fotoceramica, piatti, tazze, mattonelle decorati con disegni dai colori che catturano lo sguardo e la mente dei visitatori, produzioni per la toponomastica, numeri civici di diverse forme colori disegni e dimensioni, oggettistica promozionale, realizzazione di gadget personalizzato che comprende, piatti, piastrelle, portachiavi tazze etc., con la riproduzione di qualsiasi logo; produzione di mattonelle per piscine raffiguranti la macchia mediterranea.
Antonietta frequenta il Liceo Artistico nella sezione accademica di Viterbo, successivamente perfeziona gli studi presso la scuola di decorazione sulla Ceramica Deruta e completa la sua formazione presso noti artisti Toscani.
Dopo aver partecipato a numerose collettive, nel prosieguo del percorso artistico si è dedicata individualmente alla ricerca, realizzando mostre personali intese come eventi culturali, dove lo spettatore non è solo osservatore, ma parte integrante dell’evento stesso, realizzando una tecnica personale evidenziata dai pentagrammi musicali che troviamo in ogni sua opera. Dopo la prima esposizione personale avvenuta ad Orune nel 1980, si reca frequentemente a Roma per aggiornarsi sul panorama contemporaneo internazionale.
Numerose sono le mostre internazionali alle quali ha partecipato, tra le quali ricordiamo il Premio – Cannes presso il “Palazzo del Casinò” dove riceve ampi riscontri sul proprio operato. Ospite in diverse manifestazioni espositive d’arte contemporanea ha partecipato come giudice in numerose competizioni artistiche, il suo nome appare in diverse riviste d’arte ed in diversi annuari e diversi sono i premi e le menzioni d’onore ricevuti nel corso delle numerose mostre.
La passione per le ceramiche e la pittura per Antonietta sono andate di pari passo, nel suo moderno e innovativo laboratorio di Via Ballero si possono ammirare diversi tipi di ceramica tra i quali alcuni murales dipinti totalmente a mano, tra le sue opere in ceramica è bene evidenziare alcuni maxi murales che si trovano presso il “Liceo linguistico Maria Immacolata” di Nuoro, presso il Centro Sociale Suor Maria Gabriella, presso il locale “Agorà” di Macomer, presso il ristorante “Monti del Gennargentu” di Orgosolo.
Antonietta ha creato il design di una copertina di un CD musicale dell’orchestra etnofonica “Benas e Ischelios” presentato in occasione del premio letterario “Grazia Deledda”ed ha acquisito una competente esperienza come insegnante di pittura e ceramica in diversi laboratori artistici.
Le ultime creazioni della pittrice-ceramista sono state realizzate, in edizione limitata per la manifestazione “Artes”, si tratta di porcellana decorata e ceramiche dipinte esclusivamente a mano.
Massimo Boi

Massimo Boi
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Dal suo laboratorio aperto nei primi anni ottanta nei dintorni di Cagliari sono uscite ceramiche di sapore regionale, che si sono subito imposte all’attenzione del pubblico per l’utilizzo di tecniche e forme inconsuete. Nei primi anni ’90 ha collaborato fattivamente a manifestazioni e mostre regionali e nazionali, praticando con convinzione la tecnica raku, punto di approdo di una ricerca iniziata qualche anno prima con soluzioni di monocromia brillante sull’argilla annerita dal processo di cottura che tende sicura a cercare nuovi abbinamenti e nuovi effetti cromatici.
“Manifatture Kadossene” di Alessandro Carta

Alessandro Carta
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Il nome scelto per l’attività dell’artista nuorese Alessandro Carta, evoca il legame che lo unisce all’isola:”Kadossene”,è infatti l’antico nome con il quale i Greci chiamavano la Sardegna, il termine significa “la pantofola sacra degli dei” per via della sua forma simile ad un sandalo o ad un impronta. Alessandro dopo dieci anni vissuti a Firenze, dove si era trasferito alla ricerca di un lavoro nel settore della pelletteria, sì è fatto vincere dalla nostalgia per l’isola ed al suo rientro a Nuoro ha aperto nel 2009 un grazioso Atelier in piazzetta del Popolo in prossimità del corso Garibaldi.
L’esperienza malgrado la sua giovane età non gli manca affatto, tra la scuola di formazione di design e modellista ed il lavoro alle dipendenze delle più prestigiose botteghe artigiane fiorentine, quelle che sono poi visitate dalle reti televisive americane, giapponesi, australiane, tedesche e persino la Bbc, illustrano tutte le volte il prodotto italiano più raffinato al mondo: le scarpe ed ogni altro genere di manufatti in pelle.
Lavorando in un laboratorio a Panzano in Chianti ha potuto operare con tutti i laboratori di Firenze e questo gli ha permesso di carpire i vari segreti del mestiere, vedendo all’opera i colleghi ha potuto avere un’illuminazione non solo sulle tecniche di lavorazione, ma come fonte d’ispirazione per costruire un nuovo macchinario che, magari consente o facilita l’esecuzione di un determinato manufatto.
Alcuni stranieri la scorsa estate, attratti dalle creazioni che l’artista ha esposto in vetrina, hanno richiesto la realizzazione dell’ impronta del piede opportunamente catalogata e conservata, in quanto gli stessi clienti un domani possono ordinare le scarpe che preferiscono direttamente via e-mail o per telefono, ben consapevoli che uno dei vantaggi della scarpa su misura, oltre al risultato estetico inimitabile, sta anche nella maggiore comodità che gli permette nel contempo una più adeguata postura.
“Bottega orafa” di Giuseppe Satta

Giuseppe Satta
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I suoi studi sono di formazione orafa, consegue il diploma presso l’Istituto Statale d’arte di Nuoro, in seguito ha collaborato con diversi maestri orafi della provincia affinando le tecniche di lavorazione.
Giovane artista nuorese amante della storia e delle testimonianze del passato ed al tempo stesso aperto alle sfide ed alle innovazioni dell’età contemporanea ha partecipato a varie mostre dedicate all’arte orafa; negli ultimi anni il desiderio di realizzare gioielli con maggiore innovazione, versatilità e con un design contemporaneo, unici per qualità e tradizioni ha portato l’artista a collaborare con artigiani del ferro, del legno e della ceramica realizzando così gioielli originali che unendo i due materiali portano alla creazione di opere basate sulla tradizione sarda con una rivisitazione più moderna.
“Terra e Bridu” di Maria Rita Saggia

Maria Rita Satgia
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Le opere di Maria Rita Saggia regalano emozioni grazie al linguaggio pittorico che non smette mai di entusiasmare, perché raccontano paesaggi che vivono fuori e dentro di noi, immagini di tanti colori con una creatività di particolare spicco specialmente rilevabile nei suoi ultimi lavori senza perdere la commozione estetica delle origini sarde. Sono creazioni molto personalizzate al punto da essere diverse da ogni altre e fra loro.
Ridare Vita al Legno di Francesco Rais

Francesco Rais
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Francesco ha scelto di aiutare la natura a generare oggetti meravigliosi, lei ci ha messo la materia bruta, lui la sua fantasia, le sue emozioni, la sue capacità creative. L’artista nasce a Nuoro nel 1958, negli anni della prima giovinezza si forma professionalmente nella lavorazione del metallo raggiungendo un buon livello di maestria come saldatore “carpentiere del ferro”. E’ nelle officine presso le quali lavora in questo periodo che comincia anche l’attività di realizzatore di opere scultoree alla quale, quasi per gioco, si appassiona dedicandosi alla creazione e assemblaggio di sculture originali. A 25 anni comincia a interessarsi anche alla lavorazione del legno, della pietra e di altri materiali naturali e di recupero, passione che lo porterà a realizzare opere dalle caratteristiche estetiche assai originali.
La collaborazione con l’artista nuorese Maria Rita Saggia ha permesso ad entrambi di realizzare al meglio la creatività nell’esecuzione di vari complementi d’arredo di grande pregio. Quello che Francesco comunica attraverso le sue opere si esprime con un linguaggio profondo, sincero ed autentico. Il colore ed il calore del legno si sposa mirabilmente all'offerta di una immagine in vetro all'insegna della vivacità dei colori , della solarità, della mediterraneità, della natura e del gusto per le cose belle ancora eseguite a mano.
Coltelli sardi di Barbara Gungui

Franco Piredda
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A Nuoro non si può parlare di “lesorjas” senza citare Franco Piredda. Vent’anni di passione ad alta intensità alle spalle, un interesse non solo per i coltelli, ma anche per i materiali che li caratterizzano (acciai, corna, legni), oltre che per le varie tecniche di lavorazione. Il risultato più evidente di questa passione è che alla “scuola” di Piredda, e con i suoi materiali, sono nati la stragrande maggioranza dei coltellinai della zona (A. Catgiu P. Pinna, S. Pudda, P. F. Sanna, A. Gallotta, P. Elias, M. Crobu ecc.).
Produce esclusivamente coltelli di qualità la cui destinazione è sempre l’utilizzo, mai il mero collezionismo, è risaputo, infatti, che la lavorazione tradizionale dei coltelli apparteneva ad un patrimonio culturale che si trasmetteva da generazione in generazione. I giovani apprendevano quest’arte attraverso l’osservazione diretta del lavoro dei “frailarjos” (fabbri). Si tratta di un’usanza antica che trae la sua origine nella fucina del fabbro. Quest’ultimo donava un suo coltello, realizzato appositamente, alla fine di un lavoro di particolare valore (ad esempio la costruzione di una ringhiera in ferro battuto o di una recinzione).
Franco Piredda ha organizzato la 1° e la 2° mostra del coltello sardo a Nuoro (Centro Commerciale di Prato Sardo) nel 2007 e nel 2008 ed è tra i primi in Italia ad insegnare nei corsi di formazione professione la realizzazione dell’acciaio “damasco”. Attivo promotore di eventi e mostre in Sardegna (ha partecipato per ben 4 anni di seguito alla Mostra del coltello sardo di Guspini a Monte Vecchio), in Francia a Mulhouse, in Olanda a Tiel in Brasile a Blumenau.
“Costumenes” di Maddalena Cucchedda

Maddalena Cucchedda
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L’emozione di farsi confezionare un capo sartoriale come quello del costume sardo può essere appagata attraverso le mani esperte di zia Maddalena Cucchedda titolare del laboratorio sartoriale “Costumenes” posto a Nuoro in Via Lamarmora, 75.
L’azienda attiva dal 1997 ha allargato la sua produzione negli ultimi anni perché attualmente si è aggiunta la realizzazione del broccato antico che ha reso necessaria una accurata ricerca di materie prime originali.
E’, finalmente riuscita a riattivare la produzione di quegli "antichi broccati" utilizzati in vario modo nella confezione di quasi tutti i capi di abbigliamento tradizionale e indispensabili alla realizzazione di pandele o altri parametri religiosi.
Anche gli scialli in seta normale e seta cordonata oggi vengono effettuati con disegni originali antichi.
Da diversi anni, l'azienda “Costumenes” è in grado di supportare con competenza e serietà qualunque iniziativa volta alla ricerca e alla confezione di tutto ciò che è inerente l'abbigliamento tradizionale. Signora Maddalena è infatti titolare dello storico marchio "Minerva" e perciò l'unica a poter fornire i tradizionali "scialli in Tibet", diffusi nella gran parte dei paesi sardi da oltre un secolo.
“Gaia due S.n.c.” di Rita Soro e c. Tappeti e tessuti

Rita Soro
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Nello stand si possono ammirare le creazioni di artigianato sardo: tappeti, tende, arazzi, copriletti e panni del pane tipicamente fatti a mano tappeti che rappresentanti l’intera arte della tessitura isolana realizzati con maestria e grande gusto estetico nel rispetto delle tradizioni sarde antiche.
Infatti l’arte della tessitura si differenzia per le tecniche utilizzate: la cosiddetta "tessitura liscia" è caratteristica di centri del nuorese come Gadoni, Nule, Tonara, Sarule, Sedilo, Orune; quella "a grani" ("pibiones") tipica di Ittiri, Atzara, Bonorva, Busachi, Paulilatino, Castelsardo, Ploaghe, Pozzomaggiore, Osilo, Sardara, Santulussurgiu, San Vito; quella "a punto" nella lavorazione più pregiata, ricca e decorativa degli arazzi di Bonorva, Mogoro, Morgongiori, Santa Giusta, Ploaghe, Sant’Antioco. Infine quella "un’ in dente" (effetto di trama) è caratteristica di Aggius, Bolotana, Isili, Samugheo, pertanto Rita può accontentare qualsiasi richiesta.
“Arte del Vetro E.R.” di Emanuela Rita Masala

Eman. Rita Masala
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I lavori presenti nello stand sono frutto del talento artistico e dell’abilità manuale di Rita realizzati spesso su disegno esclusivo eseguito interamente a mano e con materiali pregiati rendendo così ogni articolo un pezzo unico. Piatti artistici in vetro prevalentemente in colori pastello che attirano la curiosità e riportano i disegni tipici della sardegna sempre ispirati dai bellissimi motivi delle tipiche “gallinelle sarde” e realizzati secondo i metodi antichi artigianali.
“Cooperativa Maia” Produzione miele in Sardegna

Coop. MAIA
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Dal 1999 la Cooperativa Maia produce miele in Sardegna praticando il nomadismo per ottenere mieli monoflora quali:cardo, eucalipto, asfodelo, arancio, corbezzolo e millefiori.
Dal 2003 propone i percorsi della Fattoria Didattica sul “Mondo delle Api”, (inserendoli in un contesto di alimentazione corretta e di tutela ambientale, con lo scopo di colmare la distanza fra città e campagna attraverso il coinvolgimento delle scolaresche), sia l’attività della Fattoria Sociale: accoglienza per i detenuti di Mamone, corso di formazione per soggetti a rischio di emarginazione sociale, Progetto di assistenza ai soggetti portatori di handicap. Nello stand è possibile vedere oltre alle antiche attrezzature artigianali anche le api nei loro favi. Nella fase attuale la richiesta di questo prodotto è sempre crescente, ed il nostro territorio può così+ felicemente coniugare le bellezze della natura alla genuinità e salubrità delle proprie produzioni.
Giulio Canu Orafo

Giulio Canu
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Giulio ha voluto trasformare il suo stand riproducendo il giardino di Grazia Deledda. La bottega orafa di Giulio Canu, specializzata nel recupero e nelle creazioni di oggetti preziosi, trova le sue radici nel centro storico della Città di Nuoro dove artigiani ed abitanti di un tempo facevano crescere l’economia di quel paese che un giorno sarebbe diventato capoluogo di provincia; ogni monile, anello, bracciale o oggetto prezioso che esce dalla bottega ha un background nel quale sono presenti ricerche e studio improntati sulle tradizioni sarde millenarie. Un esempio è la Dea Madre segno di femminilità e fertilità, che raffigurato in un pendente dall’artista nuorese è stato consegnato dal Comune di Nuoro alle 100 donne in costume scelte tra i gruppi partecipanti alla sfilata del Redentore 2008.
Nelle creazioni di Giulio troviamo ancora l’accostamento di materiali naturali come conchiglie (occhio di santa Lucia) con oro, incastonati a mano secondo le più antiche tradizioni dell’arte orafa. I gioielli vengono prodotti con l’utilizzo del cesello su legno o su pece riproponendo forme millenarie antiche.
Luigi Brau Scultore

Luigi Brau
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Le opere di Luigi Brau regalano emozioni, le sue figure sono ridotte all’essenzialità delle pietre. Luigi, autodidatta, grande osservatore e realista da sempre, ha creato uno stile del tutto personale usando il granito, il basalto e il marmo per realizzare le sue sculture mosaiche. Nelle opere, la bellezza della sua terra è fonte del suo lirismo.
Ha partecipato ad alcune mostre ottenendo lusinghieri riconoscimenti, si tratta di una passione personale che solo poche volte ha portato in pubblico: Università degli studi Cagliari -sezione arte e cultura; “confronti Nazionali in Arte”esposizione nel 2005 a Porto Cervo ottenendo gli elogi dell’Assessore alla Cultura.