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Rossella Urru - LIBERA
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Consorzio per la Pubblica Lettura S. Satta: Conferenza con Chiara Vigo su “La seta del mare, l’arte della tessitura del bisso marino”
Nuoro - Giovedì 4 giugno 2009 - Ore 18,30 - Auditorium Biblioteca “S. Satta”

Inserito il 03/06/2009 - Pagine: 1 - Letto: 3846 - Commenti: 0

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Conferenza con Chiara Vigo su “La seta del mare, l’arte della tessitura del bisso marino”


Chiara Vigo
Fonte: www.comune.santantioco.ca.itChiara Vigo
Fonte: www.comune.santantioco.ca.it
Il Consorzio per la Pubblica Lettura S. Satta e l’associazione culturale “S’Ottada” di Orgosolo, comunicano che giovedì 4 giugno 2009 alle ore 18,30 presso l’auditorium della biblioteca “S. Satta”, si terrà una conferenza con Chiara Vigo su “La seta del mare, l’arte della tessitura del bisso marino, interviene la biologa marina Paola Turolla, coordina Priamo Siotto.

I1 Bisso o anche seta dì mare è un filo sottile, bruno, dorato che si ricava da una sostanza filamentosa secreta dalla nacchera, pinna nobilis il più grande mollusco bivalva del Mediterraneo.

Il Bisso fu indossato fin dall’antichità dai faraoni dell’antico Egitto, è citato nella Bibbia e si narra che lo stesso Re Salomone non potesse farne a meno. Nel 1300 la sua lavorazione arcaica e difficoltosa, con la diffusione della seta sui mercati mediterranei, si era già ridotta ad una piccola forma di artigianato familiare e praticato in Sardegna, in Sicilia e soprattutto nella zona di Taranto.

Ad oggi l’unica persona di cui si ha notizia che conservi la conoscenza e la tecnica di questa tradizione si chiama Chiara Vigo e risiede a Sant’Antioco. Tinge il suo bisso con erba che raccoglie durante il periodo di luna nuova, lo stende solo quando soffia il libeccio e lo tratta con latte di capra; lo fila con uno speciale fuso di oleandro. Il risultato è un batuffolo di fili dorati lunghi al massimo cinque centimetri, dai quali viene ricavato il bisso. La tessitura avviene ripetendo all’infinito azioni di certosina precisione, attraverso l’utilizzo di un antico telaio in legno, un vero e proprio pezzo da museo risalente a circa 400 anni fa, appartenuto a sua nonna dalla quale ha ereditato quest’arte.

Nel 1996 le viene assegnato il premio "Donna Sarda dell’anno" con inciso "A Chiara Vigo custode e fiaccola di una memoria e di una cultura che ascende alla radice della storia".

Nel luglio 2005 è stata insignita con medaglia d’oro dalla Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, per essersi distinta in Italia e all’estero.

Oggi, Chiara Vigo è testimone e custode di un patrimonio culturale che ci è pervenuto attraverso la voce della tradizione. Il pregio delle sue opere non deriva soltanto dal valore del bisso, ma dallo straordinario universo che si nasconde dietro le tecniche della sua lavorazione misteriosa combinazione di antichi riti che ancora vibrano tra le mani di Chiara Vigo e sulle corde del suo telaio.

Per saperne di più sul Bisso e Chiara Vigo: