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Bocheteatro: La Sardegna dei Teatri - Sesta edizione 2008
Nuoro - Ottobre Novembre Dicembre 2008 - Ore 21.00 - Teatro Eliseo

Inserito il 02/10/2008 - Pagine: 3 - Letto: 8809 - Commenti: 0

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31/10/2008 - Ore 21.00 - Teatro Eliseo: "Antonio Gramsci - L'albero del riccio" di e con Giovanni Carroni


Immagine: AlberoDelRiccio.jpg (click per ingrandire l'immagine)
Gramsci si inserisce in un percorso di ricerca di drammaturgia teatrale, su autori sardi, che la nostra compagnia ha avviato già dal 1991, e che ha visto la realizzazione di spettacoli come "Sos Sinnos" di Michelangelo Pira, "Eleonora D'Arborea" di Giuseppe Dessi, "Su muru prinzu-il muro incinto" da Memorie di Orani di Costantino Nivola, "Poesia in duas limbas" di Francesco Masala, "Cantos de amistade" di Franzischinu Satta, "Grazia" da testi di Grazia Deledda, "Cristolu - storia di un frate bandito" dall’omonimo libro di Salvatore Niffoi; "Bachisio Spanu" testo originale sulla grande guerra, raccontata da un contadino-pastore; non poteva dunque mancare all'interno di questo percorso, il grande pensatore di Ales Antonio Gramsci, che rimane attualmente uno degli autori più conosciuti e studiati al mondo dopo Dante. E' incredibile la ricchezza di testi che A. Gramsci ci ha lasciato, e diventa oltremodo difficile, anzi impossibile, poterli abbracciare tutti in un solo progetto teatrale. Ci limitiamo dunque in questa nostra proposta alle lettere dal carcere e alla bellissima biografia della sua vita scritta dal giornalista e scrittore sardo Peppino Fiori.

Il tentativo è di raccontare il grande pensatore sardo nella sua dimensione privata di figlio padre e marito, affidandosi in particolare alle lettere dal carcere e alla biografia succitata. Nonostante la dimensione intima delle lettere, diventate ormai un classico della letteratura italiana, tanto per popolarità, quanto per unanime giudizio critico, Gramsci non potrà mai essere interpretato disgiunto dalla sua militanza politica. Militanza per la quale ha sacrificato, fino in fondo e con lucida consapevolezza, la sua vita. Tutto naturalmente sullo sfondo dei tragici avvenimenti italiani seguiti all’avvento del fascismo. Lo spettacolo è sostenuto ed arricchito da alcuni stralci filmici relativi a quel periodo storico e dalle musiche originali del bravissimo musicista nuorese Gavino Murgia. Ha scritto Benedetto Croce all’indomani della prima uscita editoriale delle Lettere.: "L’opera di Gramsci appartiene anche a chi è di altro od opposto partito politico".