Scuola negata a tre ragazzi disabili: Intervento dell'Assessore Paola Demuro
Intervento dell’assessore alla Pubblica Istruzione Paola Demuro sulla vicenda dei tre ragazzi affetti da disabilità che non potranno frequentare la prima classe dell’istituto Ciusa:
“È di drammatica attualità la situazione denunciata a Nuoro in questi giorni da tre genitori di ragazzi con disabilità che hanno visto negata ai loro figli la possibilità di frequentare la prima classe delle superiori per la mancata nomina degli insegnanti di sostegno dovuta al fatto che gli stessi raggiungeranno nel 2011 la maggiore età. Una situazione che la stessa scuola ha subìto senza poter intervenire.
Questo a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che le persone più deboli sono quelle che, a causa delle esigenze finanziarie, vedono di fatto insoddisfatti i loro bisogni reali e le necessità primarie cui corrispondono diritti fondamentali tutelati non solo a livello nazionale, ma anche mediante convenzioni internazionali.
E’ bene ricordare che la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano con la Legge 18/2009, impegna tutti gli Stati firmatari a prevedere forme di integrazione scolastica.
Il diritto allo studio è inoltre un principio garantito costituzionalmente. L’art. 34 Cost. dispone infatti che la scuola sia aperta a tutti. Tale principio di eguaglianza, detto formale, non è però sembrato sufficiente al Costituente che ha voluto invece chiamare in causa la “pari dignità sociale”, integrando così l’esigenza dell’uguaglianza “formale”, avente a contenuto la parità di trattamento davanti alla legge, con l’uguaglianza “sostanziale”, che conferisce a ciascuno il diritto al rispetto inerente alla qualità e alla dignità in termini di“persona”.
Forse a qualcuno non è chiaro che l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è un processo ormai e fortunatamente irreversibile, e proprio per questo non può adagiarsi su pratiche disimpegnate che svuotano il senso pedagogico, culturale e sociale dell’integrazione trasformandola da un processo di crescita a una procedura solamente attenta alla correttezza formale degli adempimenti burocratici.
La scuola è una comunità educante, che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentirne il massimo sviluppo.
Una scuola non solo per sapere dunque ma anche per crescere, attraverso l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità, autonomia, nei margini delle capacità individuali, mediante interventi specifici da attuare sullo sfondo costante e imprescindibile dell’istruzione e della socializzazione. e questa è l’importante opportunità che si vuole negare ai nostri tre giovani concittadini.
D’altra parte le motivazioni che hanno portato a tale decisione possono, a mio avviso essere impugnate dal punto di vista giuridico sotto diversi aspetti che l’amministrazione sta verificando sotto il profilo tecnico.
L’Assessore comunale alla Pubblica Istruzione Paola Demuro, unitamente al Sindaco Alessandro Bianchi, nell’esprimere piena solidarietà alle famiglie dichiara completa disponibilità per la costruzione di un percorso che permetta di risolvere nell’immediato il problema per i nostri tre giovani concittadini, ma anche per una battaglia di civiltà che nel futuro non veda più simili casi di esclusione e di emarginazione”.