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Rossella Urru - LIBERA
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Lettera del Sindaco all'ex assessore Piero Marteddu in risposta ad una sua lettera del 13 febbraio scorso

Inserito il 17/02/2010 - Pagine: 1 - Letto: 2742 - Commenti: 0

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Lettera del Sindaco all'ex assessore Piero Marteddu in risposta ad una sua lettera del 13 febbraio scorso


Il Sindaco di Nuoro
Mario Demuru Zidda (click per ingrandire l'immagine)Il Sindaco di Nuoro
Mario Demuru Zidda
(click per ingrandire)
Comune di Nuoro
Il Sindaco

Caro Piero,

mancherei a un dovere di cortesia se non dessi seguito alla tua nota che, tra l’altro, mi tributa una attestazione di stima che sento di ricambiare con spontanea amicizia.

Avrei preferito mantenere un carattere privato a questa corrispondenza, ritenendo di sottrarla a eventuali speculazioni politiche, inevitabili quando la stessa ha per tramite la stampa. Tuttavia non faccio questione alla sua pubblicità.

Prendo spunto dalla tua richiesta che io smetta quello che tu chiami il mio “capriccioso” ammutinamento, per dare valore all’essere stato eletto direttamente dai cittadini. Trovo questa sollecitazione un po’ di vecchia scuola politica, ancorché espressa a fini costruttivi, dato che proprio per essere stato eletto a suffragio diretto, mi identifico nella necessità di non confondere le vicende della mia appartenenza politica coi doveri di guida della Amministrazione che rappresento.

Infatti l’atto di “coraggio forte” che tu solleciti riguarda con tutta evidenza questioni attinenti alla comune adesione al Partito Democratico; scelta che, evidentemente, non è priva di problemi e di motivi di confronto anche aspri, ma che riguarda noi, non l’alleanza, non l’Amministrazione.

Il mio documentato punto di vista riguardo alle vicende del Comune di Nuoro, è che la sottolineatura del “distacco” che tu cogli come implicita nella mia silenziosa denuncia, in verità va ben più in profondità ed estensione delle vicende congressuali che richiami, coinvolgendo sicuramente scelte politiche, responsabilità e ruoli che, non da oggi, sono oggetto di molte mie prese di posizione pubbliche, su tante questioni cruciali per la città, attorno alle quali il silenzio dei protagonisti istituzionali è diffusamente regola più che eccezione.

Mi ricordi anche che non è più tempo di sterili proclami che, appunto, io evito come la peste - e di vacui tatticismi, a cui non partecipo anche per un senso di noia che in genere mi infondono.

Se poi tu vuoi riferirti all’“ammutinamento” già citato, la mia responsabilità mi porta a cercare di risolvere con gli strumenti della politica le innegabili divergenze che tempo per tempo affronto e ho dovuto affrontare nei dieci anni del mio mandato, più frequentemente ad opera di gruppi del mio partito, come tu ben sai.

E finalmente giungiamo al dunque: condivido pienamente la tua affermazione secondo cui i cittadini chiedono da noi chiarezza e trasparenza per potersi identificare in una proposta politica.

A tal proposito non credo che le continue scomposizioni e ricomposizioni politiche che punteggiano le vicende interne del nostro partito possano essere viste come momenti di chiarezza e trasparenza. Rimettiamo dunque il partito sui binari di una corretta dialettica interna finalizzata a costruire non solo carriere personali, e allora forse staremo facendo il nostro dovere verso i cittadini.

Appassioniamoci di più ai loro bisogni, ai loro segnali, alle soluzioni dei problemi e la nostra coscienza di politici e amministratori potrà illimpidirsi rispetto ai molti segnali di strappo fra noi, i nostri elettori e l’opinione pubblica in genere.

Tu, caro Piero, lo sai bene: i processi di cambiamento veri non sono uno slogan; sono articolati e faticosi, e a volte perfino non privi di contraddizioni. E noi stiamo vivendo questo processo. Tutti noi, tu, io, tutti i democratici e tutta l’area del centro sinistra.

La fatica del cammino, però, non può essere vista da noi unicamente come un processo di piazza; noi aderiamo a un Partito con regole e organismi. Dunque lì dobbiamo stare per discutere di primarie interne e/o di coalizione che, come ovvio, sono modalità e non fine del nostro agire politico.

Caro Piero, poiché mi solleciti, voglio rassicurarti sulla mia piena e convinta adesione al processo di cambiamento in atto, continuando a dare il contributo che mi compete, meno incline alla intemperanza e alla scomposizione, più orientato alla riflessione e alla ricomposizione.

Sappi dunque che, anche con te, mi sento profondamente parte di quel “popolo in cammino” che è oggi l’identità dei democratici, fiducioso che con il lavoro e la pazienza di tutti noi sapremo costruire un partito forte, autorevole e ispirato a quei principi per i quali fino ad oggi abbiamo combattuto le nostre personali battaglie, pur nella modestia dei nostri ruoli e delle nostre collocazioni personali.

Con rinnovata amicizia, ricambio i sensi di stima che hai voluto esprimermi e ti saluto con viva cordialità.

Mario Demuru Zidda