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Intervento del Sindaco sul Polo Universitario
Inserito il 04/01/2010 - Pagine: 1 - Letto: 2301 - Commenti: 0
Intervento del Sindaco sul Polo Universitario
La proposta dell’Onorevole Roberto Capelli, fatta propria dal Consiglio regionale con l’approvazione di un emendamento all’articolo sette della Finanziaria, riguardante l’unificazione in un “Polo Universitario della Sardegna centrale” a decorrere dal 1 gennaio 2011, dei Consorzi Universitari di Nuoro e Oristano, è degna di ogni attenzione, per l’evidente intento di smuovere le acque stagnanti di una questione pluridecennale, complessa e ormai perfino controversa come è quella di un terzo polo universitario in Sardegna.
All’iniziativa dell’onorevole Capelli sono seguite prese di posizione , tutte favorevoli, che non dubito saranno utili per la causa; soprattutto varranno a costituire attorno all’idea di “terzo polo” una sorta di “cintura protettiva” istituzionale, perché quest’idea non ricada nel nulla. L’obbiettivo infatti, ben lungi dall’essere oggi più vicino di ieri, richiederà determinazione e convergenza di volontà tra soggetti (lo Stato con relativi ministri, la Regione, le due università sarde, gli Enti Locali) che, su questa vicenda, fino ad ora hanno dialogato a distanza, o meglio hanno monologato a più voci con periodiche - non conclusive - interlocuzioni.
Una prima osservazione a margine della lodevole iniziativa consiliare, è che la sommatoria di due debolezze non fa una forza.
Infatti, i poli gemmati di Nuoro e Oristano (per il vero molto diversi nelle loro motivazioni originarie, e non solo…), sono stati e sono oggetto di interventi di mantenimento, volti a procrastinare anno dopo anno una decisione di cui non si è venuti a capo, e cioè: vi è - o vi può essere ancora - la volontà per una decisione convergente di tutte le istituzioni aventi titolo perché si realizzi l’università a Nuoro e nella Sardegna centrale, in una forma che non sia un semplice e precario decentramento di corsi di laurea dell’università di Cagliari e Sassari?
Se sì, dovrebbe essere decisa l’istituzione di Dipartimenti, e meglio di Facoltà delle due università di tradizione da localizzare permanentemente ed esclusivamente nel nostro territorio, con i relativi servizi Ersu che rendano possibili logisticamente condizioni di studio pari a quelle assicurate oggi agli studenti degli atenei cagliaritano e sassarese.
Se sì, dovranno essere quantificate le risorse e definite le condizioni necessarie per togliere dalla precarietà i corsi “a scomparsa” attivati a Nuoro e (credo) a Oristano, e assicurare del pari i due livelli di laurea, creando le condizioni per attivare la ricerca nei campi di studio selezionati per il terzo polo.
Cosa fare dunque perché lo Stato – mantenendo gli impegni assunti con il nostro territorio - deroghi alla stretta determinata dai decreti Mussi e Gelmini?
A coloro che sostengono la tesi della difficoltà per una tale battaglia ricorderei la determinazione vincente che i Deputati sardi ebbero in altre circostanze nel rivendicare e ottenere dallo Stato obbiettivi strategici per la Sardegna.
In alternativa cosa fare perché la Regione, in assenza di deroghe, crei le condizioni previste dai Decreti in modo tale che l’Università della Sardegna centrale possa esistere realmente?
Per questo chiedo che la Regione - il Presidente della Regione in prima persona – convochi una Conferenza di Servizi, un Tavolo Istituzionale e non so che altro, che riunendo tutti coloro che hanno titolo decisionale, sciolga una volta per tutte il nodo senza ambiguità; soprattutto quelle legate ad una certa politica che non dice mai di no riuscendo a non dire mai di sì!
La data del primo gennaio 2011, fissata per l’avvio di un unico Consorzio, per il Polo universitario della Sardegna centrale è di per sé una data fatalmente lontana per il sogno nuorese ed oristanese di vedere effettivamente risolta questa questione. La sospensiva, prevista con intenti lodevoli dall’emendamento all’articolo sette della Finanziaria regionale, non è infatti sufficiente in sé a creare quelle necessarie certezze per il dopo che ho cercato di richiamare.
Con spirito assolutamente costruttivo, sottolineo anche la necessità che gli enti locali e la Regione verifichino con maggiore puntualità le condizioni giuridico – formali di quanto previsto dalla norma creata con la Finanziaria, così da non vanificarne lo spirito; è infatti necessario tenere presente che l’attuale Consorzio nuorese è in fase di liquidazione, pur continuando ad assicurare i servizi minimi indispensabili per la sopravvivenza dell’università a Nuoro.
È pleonastico riaffermare la piena disponibilità e l’interesse della amministrazione che rappresento a sostenere qualunque iniziativa, non dilatoria, non velleitaria, perché l’università nella Sardegna centrale a partire dalla mia città, Nuoro, diventi una realtà con l’adozione delle forme organizzative più appropriate, ma finalmente fuori dalle ambiguità, dai tatticismi ad effetto e dai rimandi.
Mario Demuru Zidda
Sindaco di Nuoro