| AUTORE | MESSAGGIO |
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![]() N° post inseriti: 55 05/02/2010 alle ore: 17:47 |
ho letto le slide del Miur e mi sono convinta che questa riforma purtroppo è monca. crea indirizzi troppo specifici , vedi coreutico-musicale, l'artistico e gli istituti professionali e taglia tutti gli indirizzi ed i progetti che sia allo scientifico che al classico permettevano una preparazione più varia senza dover rinunciare alla qualità della preparazione che in questi istituti veniva impartita. il più penalizzato è il liceo classico che torna indietro di un secolo, unico iccolo cambiamente l'insegnamento per ben % anni di UNA lingua straniera e qualche ora di matematica in più :-( ma anche lo scientifico nn ride con solo due indirizzi. per fortuna che la conosenza di lingue straniere era una priorità per questo governo, infatti grazie a questa riforma nn si potrà più studiare 3 lingue straniere al liceo, a meno che nn si disponga di risorse per frequentare il liceo privato. é proprio un'ingiustizia!!!! in mancanza di alternative pubbliche era doveroso, a parer mio, mantenere e sostenere realtà formative esistenti, e molto richieste. spero che le scuole possano, nella loro autonomia, offrire ore di lingue straniere in più a quelle previste dal ministero, anche se, visto che hanno difficoltà per reperire i soldi per le fotocopie, ritengo la mia speranza piuttosto vana. attendiamo che le scuole ci facciano sapere quali sono i loro programmi per affrontare questa situazione con il minor danno possibile. saluti |
![]() N° post inseriti: 565 12/02/2010 alle ore: 10:46 |
Citazione: purtroppo,come era stato paventato, è stata varat la riforma della scuola superiore. ho letto le slide del Miur e mi sono convinta che questa riforma purtroppo è monca. crea indirizzi troppo specifici , vedi coreutico-musicale, l'artistico e gli istituti professionali e taglia tutti gli indirizzi ed i progetti che sia allo scientifico che al classico permettevano una preparazione più varia senza dover rinunciare alla qualità della preparazione che in questi istituti veniva impartita. il più penalizzato è il liceo classico che torna indietro di un secolo, unico iccolo cambiamente l'insegnamento per ben % anni di UNA lingua straniera e qualche ora di matematica in più :-( ma anche lo scientifico nn ride con solo due indirizzi. per fortuna che la conosenza di lingue straniere era una priorità per questo governo, infatti grazie a questa riforma nn si potrà più studiare 3 lingue straniere al liceo, a meno che nn si disponga di risorse per frequentare il liceo privato. é proprio un'ingiustizia!!!! in mancanza di alternative pubbliche era doveroso, a parer mio, mantenere e sostenere realtà formative esistenti, e molto richieste. spero che le scuole possano, nella loro autonomia, offrire ore di lingue straniere in più a quelle previste dal ministero, anche se, visto che hanno difficoltà per reperire i soldi per le fotocopie, ritengo la mia speranza piuttosto vana. attendiamo che le scuole ci facciano sapere quali sono i loro programmi per affrontare questa situazione con il minor danno possibile. saluti Innanzitutto una legge di riforma (e questa non è da meno) parte con certi obiettivi e quindi le critiche possono essere sugli obiettivi stessi o al contrario, condivendo essi, sul fatto che essi non possono essere realizzati. La riforma della scuola media superiore è stata emanata anche per eliminare i troppi (da parte del legislatore) indirizzi, quindi semmai bisogna argomentare perchè invece questa proliferazione sia da difendere. Da genitore considero negativo il fatto di trovarsi in fase di scelta di fronte a troppe opzioni, in quanto queste sono principalmente atte a risolvere (vedi evitare o preferire) lacune o punti di forza dell'alunno. Senza che a queste conseguono idee chiare su quello che si vuole ottenere alla fine dei 5 anni. Alla fine, in pratica, all'attualità, si ha una semplice prosecuzione della scuola dell'obbligo (da concludere in maniera più agevole possibile) e non una scelta chiara di un'indirizzo da seguire. Dando per scontato che per avere un tot x ore di più di y materia, si avranno x ore in meno di un'altra y materia, per cui il voler privilegiare la preparazione linguistica fino al punto di toccare le altre materie fondamentali del corso di studi non ha senso. Per coerenza si dovrebbe scegliere un liceo linguistico che esiste per tale specifica esigenza. Tutto bene se i nostri giovani dopo l'esame di Stato siano in condizioni di preparazione tale da poter affrontare con profitto una professione (indirizzi tecnici-professionali) e/o l'università. Cosa ben lungi dall'essere all'attualità. Secondo me un'Istituto Tecnico Agrario (per esempio) è semplicemente un'istituto che deve formare un perito agrario mentre chi sceglie un liceo classico, classicamente parlando, si aspetta di avere una preparazione umanistica. All'attualità non è così, in quanto fra opzioni, corsi sperimentali vari, si sono create tutta una serie di soluzioni di mezzo che l'identità di certe scuole è stata pregiudicata in maniera consistente. Comunque, allargando il discorso, siccome non è la prima volta che noto una serie di no e di soli no a qualsiasi legge arrivi, linko posizioni un pò più pragmatiche da parte di soggetti ben attenti ai risultati e non a posizioni in odore di ideologia. Anche in riferimento alla scuola professionale: Link proposto Link proposto |
![]() N° post inseriti: 55 12/02/2010 alle ore: 14:38 |
scegliere a 14 anni un indirizzo scolastico che ,con la nuova riforma, impedisce, se nn si provvede privatamente, l'accesso a facoltà scientifiche se al liceo si è optato per una formazione prettamente umanistica è a parer mio deleterio. nn tutti a questa età hanno le idee ben chiare. i vari indirizzi erano stati creati dalle scuole nn su basi fantasiose ma per colmare vuoti formativi,richieste di studenti che nn trovavano nella formazione tradizionale la preparazione adeguata alle esigenze attuali del mondo del lavoro. riguardo alle lingue, come chiaramente scritto in precedenza, chi volesse studiarle, oltre alla predisposizione ed alla buona volontà, dovrà avere una famiglia che possa permettersi di pagare la retta di una scuola nn pubblica, alla faccia della meritocrazia e del diritto allo studio. In altri paesi la scuola superiore nn fa distinzioni tra classico,scientifico etc. nn esiste la scuola media e le elementari durano 6 anni + 1 anno obbligatorio di scuola materna. la scelta dell'ndirizzo, vale a dire una formazione approfondita in base a un indirizzo specifico, avviene a 17 anni, e tre anni in più credo possano fare la differenza. grazie per i link postati, appena avrò tempo li leggerò, visto che contengono posizioni di soggetti "attenti ai risultati" e che la sottoscritta nn appartenendo ad alcun gruppo politico esprime le proprie perplessità e posizioni "senza essere in odore di idiologia". proprio chi ragiona come hai appena fatto, riconducendo tutto ad un braccio di ferro tra forze politiche senza tener conto che si può esprimere un dissenso semplicemente perchè si ragiona con la propria testa ed in base ale proprie esperienze e nn con quella dei partiti, rischia di attuare riforme senza ascoltare le parti in causa, che nn sono l'opposizione ma gli studenti,gli insegnanti ed i genitori. |
![]() N° post inseriti: 565 14/02/2010 alle ore: 11:04 |
Citazione: rispondo a SantuPredu dicendo che, essendo anch'io un genitore, nn trovo assolutamente negativo avere la possibilità discegliere tra più opzioni. scegliere a 14 anni un indirizzo scolastico che ,con la nuova riforma, impedisce, se nn si provvede privatamente, l'accesso a facoltà scientifiche se al liceo si è optato per una formazione prettamente umanistica è a parer mio deleterio. nn tutti a questa età hanno le idee ben chiare. i vari indirizzi erano stati creati dalle scuole nn su basi fantasiose ma per colmare vuoti formativi,richieste di studenti che nn trovavano nella formazione tradizionale la preparazione adeguata alle esigenze attuali del mondo del lavoro. riguardo alle lingue, come chiaramente scritto in precedenza, chi volesse studiarle, oltre alla predisposizione ed alla buona volontà, dovrà avere una famiglia che possa permettersi di pagare la retta di una scuola nn pubblica, alla faccia della meritocrazia e del diritto allo studio. In altri paesi la scuola superiore nn fa distinzioni tra classico,scientifico etc. nn esiste la scuola media e le elementari durano 6 anni + 1 anno obbligatorio di scuola materna. la scelta dell'ndirizzo, vale a dire una formazione approfondita in base a un indirizzo specifico, avviene a 17 anni, e tre anni in più credo possano fare la differenza. grazie per i link postati, appena avrò tempo li leggerò, visto che contengono posizioni di soggetti "attenti ai risultati" e che la sottoscritta nn appartenendo ad alcun gruppo politico esprime le proprie perplessità e posizioni "senza essere in odore di idiologia". proprio chi ragiona come hai appena fatto, riconducendo tutto ad un braccio di ferro tra forze politiche senza tener conto che si può esprimere un dissenso semplicemente perchè si ragiona con la propria testa ed in base ale proprie esperienze e nn con quella dei partiti, rischia di attuare riforme senza ascoltare le parti in causa, che nn sono l'opposizione ma gli studenti,gli insegnanti ed i genitori. Innanzitutto trovo condivisibile il tuo approccio sul merito, anche se ovviamente ognuno può vedere la questione in maniera diversa e da diversi o opposti punti di vista. Prendendo per buono il fatto che in altri Paesi (di sicuro da quel che so negli USA ma non credo neanche in tutti) non vi è questa differenziazione in indirizzi, poi bisognerebbe andare a vedere in quale contesto non si attua questa differenziazione ed in cosa consiste esattamente. Questo perchè, a ben vedere, anche in Italia vi sono materie che sono comuni a tutti gli indirizzi. Questa è solo una premessa più o meno banale ad una constatazione che banale lo è di sicuro: se da una parte si preferisce la presenza di molteplici indirizzi e quindi si critica la loro diminuzione in tale riforma non vedo perchè poi dall'altra si critica la presenza di diverse scuole, diversamente da altri paesi, quali scientifico vs classico vs tecnico etc. E' per questo che sono completamente d'accordo con te (anche se non sembra) soltanto che credo che il sottoscritto sia un pò più coerente. Infatti l'unica ragione d'esistere della differenziazione di licei, istituti tecnici e professionali è appunto la netta differenziazione che esiste tra questi indirizzi e tra le diverse scuole all'interno di ognuno di essi. Sono le vie di mezzo che non convincono. Riguardo la maturità in fase di scelta. Quel che dici riguardo l'età di scelta è giustissimo, ed ammetto che esiste, ma a ben guardare vi sono molte scuole che hanno il biennio praticamente uguale, per cui il problema è rilevante solo fra l'indirizzo liceo vs altri (tecnico professionale) e solo in direzione tecnico verso classico/scientifico e non viceversa. Ma in pratica tale problema è molto relativo perchè di fatto la scelta tra liceo ed istituto tecnico è così radicalmente diversa che queste trasmigrazioni sono alquanto rare mentre all'interno dei diversi indirizzi è sempre possibile. In ogni caso il problema riguarda principalmente chi interrompe la carriera scolastica con l'esame di maturità, per cui si ritrova geometra anzichè perito agrario, come avrebbe desiderato, oppure con il quinquinnio del classico, scientifico etc. senza un 'mestiere'. Ma questo succede a prescindere. Mentre per chi continua con l'università il provenire da un indirizzo o da un'altro non è così vincolante come si può pensare, anzi può essere in determinati casi e per vari motivi un valore aggiunto l'aver frequentato un'indirizzo non congruo con la facoltà scelta. Questo con tutta la cautela del caso, in quanto non so quanto può incidere nelle facoltà a numero chiuso. |
![]() N° post inseriti: 55 15/02/2010 alle ore: 10:38 |
Citazione: Questa è solo una premessa più o meno banale ad una constatazione che banale lo è di sicuro: se da una parte si preferisce la presenza di molteplici indirizzi e quindi si critica la loro diminuzione in tale riforma non vedo perchè poi dall'altra si critica la presenza di diverse scuole, diversamente da altri paesi, quali scientifico vs classico vs tecnico etc. la mia "contestazione", tale nn è, potrebbe ai tuoi occhi sembrare banale, la tua no.. si tratta di considerazioni scaturite dall'esperienza fatta da me e dalla mia famiglia sull'argomento. come ben dici all'inizio abbiamo punti di vista diversi che sicuramente sono il risultato di esperienze diverse. avere più indirizzi, come ante riforma, serviva a nn avere un liceo scientifico ma un scientifico-linguistico, un classico con più matematica/lingue ( questo per fortuna è rimasto), e più indirizzi nel socio pedagogico, tradotto, un'infarinatura, nn proprio superficiale, che permetteva agli studenti di conoscere materie diverse (cito diritto ed economia al classico) che davano un'idea più globale dei possibili indirizzi da intraprendere all'università. Citazione: Ma in pratica tale problema è molto relativo perchè di fatto la scelta tra liceo ed istituto tecnico è così radicalmente diversa che queste trasmigrazioni sono alquanto rare mentre all'interno dei diversi indirizzi è sempre possibile. è chiaro, basta guardare le slide del Miur , che qusto nn sarà più tanto semplice poichè lo scientifico, anche al biennio, avrà molte più ore di matematica,fisica e chimica del classico e del socio pedagogico, ed al classico hanno il greco che allo scientifico nn si fa. di conseguenza chi volesse cambiare isituto, sempre che gli venga concesso il nulla-osta, dovrebbe recuperare per conto suo, a pagamento, i suoi deficit formativi.. se se lo può permettere. Citazione: Mentre per chi continua con l'università il provenire da un indirizzo o da un'altro non è così vincolante come si può pensare, anzi può essere in determinati casi e per vari motivi un valore aggiunto l'aver frequentato un'indirizzo non congruo con la facoltà scelta. è vincolante eccome, prova a chiedere in giro. sarei d'accordo con te se ci fosse il libero ingresso in tutte le facoltà, e la possibilità di recuperare le deficenze nel primo anno accademico. questo avviene solo in parte dopo l superamento del test d'ingresso.. mi piacerebbe cmq avere il parere di altre persone sull'argomento, giusto per capire se le mie perplessità appartengono solo a me e per evitare che si prolunghi un dialogo a due sole voci. magari quello dei presidi dei licei cittadini, per sapere come possono o intendono affrontare questo cambiamento. a presto |
![]() N° post inseriti: 565 15/02/2010 alle ore: 15:52 |
Citazione: Citazione: Questa è solo una premessa più o meno banale ad una constatazione che banale lo è di sicuro: se da una parte si preferisce la presenza di molteplici indirizzi e quindi si critica la loro diminuzione in tale riforma non vedo perchè poi dall'altra si critica la presenza di diverse scuole, diversamente da altri paesi, quali scientifico vs classico vs tecnico etc. la mia "contestazione", tale nn è, potrebbe ai tuoi occhi sembrare banale, la tua no.. si tratta di considerazioni scaturite dall'esperienza fatta da me e dalla mia famiglia sull'argomento. come ben dici all'inizio abbiamo punti di vista diversi che sicuramente sono il risultato di esperienze diverse. avere più indirizzi, come ante riforma, serviva a nn avere un liceo scientifico ma un scientifico-linguistico, un classico con più matematica/lingue ( questo per fortuna è rimasto), e più indirizzi nel socio pedagogico, tradotto, un'infarinatura, nn proprio superficiale, che permetteva agli studenti di conoscere materie diverse (cito diritto ed economia al classico) che davano un'idea più globale dei possibili indirizzi da intraprendere all'università. Citazione: Ma in pratica tale problema è molto relativo perchè di fatto la scelta tra liceo ed istituto tecnico è così radicalmente diversa che queste trasmigrazioni sono alquanto rare mentre all'interno dei diversi indirizzi è sempre possibile. è chiaro, basta guardare le slide del Miur , che qusto nn sarà più tanto semplice poichè lo scientifico, anche al biennio, avrà molte più ore di matematica,fisica e chimica del classico e del socio pedagogico, ed al classico hanno il greco che allo scientifico nn si fa. di conseguenza chi volesse cambiare isituto, sempre che gli venga concesso il nulla-osta, dovrebbe recuperare per conto suo, a pagamento, i suoi deficit formativi.. se se lo può permettere. Citazione: Mentre per chi continua con l'università il provenire da un indirizzo o da un'altro non è così vincolante come si può pensare, anzi può essere in determinati casi e per vari motivi un valore aggiunto l'aver frequentato un'indirizzo non congruo con la facoltà scelta. è vincolante eccome, prova a chiedere in giro. sarei d'accordo con te se ci fosse il libero ingresso in tutte le facoltà, e la possibilità di recuperare le deficenze nel primo anno accademico. questo avviene solo in parte dopo l superamento del test d'ingresso.. mi piacerebbe cmq avere il parere di altre persone sull'argomento, giusto per capire se le mie perplessità appartengono solo a me e per evitare che si prolunghi un dialogo a due sole voci. magari quello dei presidi dei licei cittadini, per sapere come possono o intendono affrontare questo cambiamento. a presto Spero di non stancarti con questo tira e molla. Faccio a meno di postare singole frasi per chiarire cosa voglio dire, in quanto è lampante in che cosa consiste la differenza di opinione. In pratica per soddisfare le tue pregiudiziali basterebbe un biennio comune a tutti gli indirizzi, dando per scontato che comunque una scelta d'indirizzo bisogna però farla prima dell'età adulta. Più o meno come era previsto da parte di una fra tante riforme proposte in questi anni (non so se Berlinguer o qualche altro) o, lo hai ammesso anche tu, come è presente in qualche altro paese. Comunque la si giri, in ogni caso, non si fa altro che spostare il problema della scelta del tipo di indirizzo di non più di qualche anno mentre quello della facoltà rimane sempre lì a prescindere, in quanto non si può pretendere di avere tutte le preparazioni possibili. O comunque, di averla a danno di una preparazione specialistica o anche soddisfacente, come quella che si dovrebbe avere negli indirizzi tecnici-professionali. Non condivido inoltre le semplice infarinature di materie in contesti non congrui all'indirizzo scelto quali economia in un indirizzo classico-scientifico in quanto semplicemente inutili, se non altro perchè per studiare (un pò) economia bisogna pur levare qualche ora a qualche altra materia. E' ovvio, che a prescindere da ogni altra considerazione che essendo la scelta una faccenda prettamente umana i rimpianti e gli errori riconosciuti a posteriori sono inevitabili. C'è gente che rimpiange di aver sposato una donna/uomo, dopo findanzamenti lunghi anni, matrimoni lunghi altrettanto e comunque successivamente ad una scelta effettuata in età matura o molto matura. |
![]() N° post inseriti: 55 15/02/2010 alle ore: 19:18 |
non mi interessa soddisfare "le mie pregiudiziali" ma mi baso sull'elevato numero di studenti che negli scosi anni ha preferito frequentare un corso sperimentale piuttosto che quello tradizionale e questo ,a prescindere dalle ns idee, è stata un'esigenza sentita da chi deve formarsi, nn da insegnanti o genitori etc. l'indirizzo turistico ai ragionieri è uno dei tanti esempi. concordo sul fatto che la scela prima o poi dovrà essere fatta, a parer mio sarebbe meglio avere una solida preparazione di base, in tutto quanto sia possibile e poi spcializzarsi. questo discorso vale, naturalmente, solo per chi prosegue gli studi all'università. diverso è per chi si ferma al diploma, per vari motivi, e deve avere la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. per questi ultimi è sicurament necessario che la specializzazione avvenga prima. questo però nn vuol dire che chi frequenta istituti tecnico-professionali deve necessariamente avere una formazione carente nell'ambito umanistico e linguistico. purtroppo questa è un'utopia poichè per potenziare materie basilari ,in tutte le scuole, comprese le medie, occorrerebbe aumentare le ore di lezionee nn diminuirle e diventerebbe un onere troppo gravoso per lo stato. meglio investire in vaccini e nucleare che nella formazione. per fortuna le scelte formative nn sono definitive, nn si finisce mai d'imparare, per quelle di vita..esiste il divorzio.. |
![]() N° post inseriti: 3 08/03/2010 alle ore: 08:56 |
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![]() N° post inseriti: 55 09/03/2010 alle ore: 21:26 |
curioso che pur avendo stabilito già dalla scorsa legislazione, quando il ministro era la Moratti, che i nostri ragazzi erano piuttosto scarsi in matematica ,lingue ed informatica non si sia provveduto a potenziare le predette materie... basta guardare quante ore di matematica sono previste al liceo linguistico..meno |
![]() N° post inseriti: 565 10/03/2010 alle ore: 00:30 |
Il capire consiste nel sentire le opinioni riguardo gli stessi fatti. Esempio, la diminuzione delle ore. Da una parte Kisinedda afferma che tale diminuzione potrebbe essere causa di una preparazione minore da parti degli studenti. Nel sito del Miur si commenta lo stesso fatto con le seguenti parole: "Il numero delle ore di lezione si riduce in tutti gli indirizzi per rendere più sostenibile il carico orario delle lezioni per gli studenti recependo cosi le indicazioni degli organismi internazionali (OCSE). Dunque un quadro orario più snello (si tratta di ore effettive di 60 minuti anziché di 50 come nel precedente ordinamento) che garantisce la giusta autonomia e flessibilità alle scuole (20% nel biennio iniziale e nell’ultimo anno, 30% nel secondo biennio, e ancora di più, fino al 40%, negli istituti professionali), inteso ad avvicinarsi alla scuola di altri paesi europei. " Sinceramente, attualmente, non è che mi senta di appoggiare una tesi senza avere idea di cosa siano tali 'indicazioni' anche se presumo che si basino su idee opposte a quelle di Kisinedda. L'unica cosa che posso dire è che, in generale, la quantità di lavoro raramente si concilia con la qualità di esso. Soprattutto quando, in ambito scolastico, si parte dalla premessa che quello che conta è "capire" e non "accumulare". Per quanto attiene alla matematica non so dove sono state diminuite le ore di tale materia. Di certo è che non sarà una grave cosa se lo sono in licei come il linguistico. Il problema vero, che quasi tutti dimenticano di rilevare, è che anche ammettendo che tale riforma sia ottima sarà completamente inutile ai fini che vuole raggiungere se non vi sarà un livello adeguato da parte degli insegnanti. Questi hanno buon giuoco a far rilevare le manchevolezze (numeriche o di altro tipo) di OGNI riforma che sia uscita fuori dai vari governi nazionali, specchio per allodole che serve per coprire i vari interessi corporativi della categoria, ma si guardano bene di far notare quante di queste manchevolezze dipendano dallo scarso livello professionale di molti (troppi) insegnanti. Ho 3 figli in età scolare e potrei fare innumerevoli esempi in proposito. |