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SEZIONE: Notizie

Notizie dall'Unione Europea - Febbraio 2016: Il futuro del Regno Unito Nell’Unione Europea, "Brexit" si o no?

Inserito il 09/03/2016 - Pagine: 9 - Letto: 10973

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Ci si domanda quale sarà il futuro del Regno Unito in Europa. Il Presidente del Consiglio d’Europa ha proposto una soluzione rispetto alle richieste arrivate dal Regno Unito a Novembre: i deputati hanno discusso la questione durante il vertice europeo del 18 e 19 febbraio, la maggior parte dei quali ha convenuto che l’adesione del Regno Unito è meglio sia per il paese stesso, sia per gli altri Stati Membri.

Sin dai tempi della Comunità economica europea, il Regno Unito aveva mantenuto una posizione ambigua rispetto all’Unione Europea: ha sempre saputo approfittarne dei vantaggi economici derivanti dal mercato unico, ma ha conservato una posizione poco convinta durante i processi d’integrazione negli altri settori.

Il premier britannico Cameron a Novembre ha inviato una lettera avanzando alcune richieste al Consiglio Europeo, riforme che riguardavano la governance economica, la competitività, la sovranità e l’immigrazione. Il 2 febbraio, il Presidente Donald Tusk ha indirizzato ai membri del Consiglio europeo una sua proposta concernente una nuova intesa per il Regno Unito nell’UE: “Mantenere l'unità dell'Unione europea è la più grande sfida per tutti noi e rappresenta dunque l'obiettivo principale del mio mandato. È in questo spirito che presento una proposta concernente una nuova intesa per il Regno Unito nell'UE. A mio avviso la proposta si spinge davvero molto lontano per rispondere a tutte le preoccupazioni sollevate dal primo ministro Cameron. La linea che non ho superato, tuttavia, è quella dei principi su cui si fonda il progetto europeo”.
Più in particolare, la lettera di Tusk affronta i quattro temi citati. Per quanto riguarda la governance economica il progetto decisionale dei capi di Stato o di governo definisce principi che assicurino il rispetto reciproco tra gli Stati membri che partecipano al consolidamento dell’Unione economica e monetaria e gli stati membri che non vi partecipano, in modo da salvaguardare sia i diritti e le competenze degli Stati membri non partecipanti e al tempo stesso rafforzando l’integrazione nella zona euro.

Per quanto riguarda la competitività, il progetto è quello di rafforzarla, semplificando la legislazione e riducendo gli oneri per le imprese affinché si riduca la burocrazia. Per quanto riguarda la sovranità, si riconosce al Regno Unito, considerando la sua particolare situazione ai sensi dei trattati, il fatto di non essere vincolato ad un’ulteriore integrazione politica. Si sottolinea, inoltre, l'importanza del rispetto del regime di non partecipazione previsto dai protocolli 21 e 22 nonché delle responsabilità in materia di sicurezza nazionale. Infine, viene affrontato il tema dell’immigrazione, delle prestazioni sociali e la libera circolazione. Si sottolinea l’importanza del rispetto dei trattati vigenti e i principi della libera circolazione e della non discriminazione. Per rispondere alle richieste del Regno Unito su questo tema, verrà elaborate una dichiarazione della Commissione su una serie di questioni connesse al miglioramento della lotta all’abuso della libera circolazione.

Durante la discussione del 18 e 19 febbraio molte sono state le critiche rispetto alle soluzioni trovate dal Presidente Tusk. Si è parlato addirittura di “sepoltura dell’unione sociale” qualora passi la possibilità di un’esenzione dalla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’UE.
Intanto, la prospettiva di un referendum a giugno sulla permanenza del Regno Unito all’interno dell’UE ha già suscitato moltissime preoccupazioni nei mercati. La sterlina è calata rispetto al dollari e all’euro da quando il voto per il “out” è passato in testa ai sondaggi. Al momento, il Premier britannico ha siglato con gli altri capi di stato e di governo un accordo ottenendo il riconoscimento formale dello status speciale del Regno Unito all’interno dell’Unione europea, che conferma l'autoesclusione di questo Paese da qualsiasi ulteriore possibile approfondimento e rafforzamento dell'unione nell'ambito dell'Eurozona. Con questa piccolo conquista, Cameron ha i mezzi per portare avanti la sua campagna contro l’euroscetticismo diffuso tra I sudditi della regina, di cui avremmo l’esito soltanto il prossimo 23 giugno.